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16. Onestà e attenta Osservazione

Il Canone chiarisce che, per raggiungere la meta che offre la più alta incarnazione delle quattro determinazioni, devi iniziare con qualsiasi potere di discernimento, veridicità, distacco e calma che tu già possiedi. Li sviluppi poi usandoli per superare i desideri che contrastano con il sentiero. Proprio come rafforzi il tuo corpo esercitandolo, rafforzi queste positive qualità interiori mettendole in pratica.
Il Canone associa ciascuna di queste determinazioni a un verbo. Sei determinato: a non trascurare il discernimento, a proteggere la verità, a impegnarti nel distacco, e a praticare solo per la calma.
Non trascurare il discernimento significa tenere sempre a mente le domande che stanno alla base del discernimento: “Cosa è positivo? Cosa è negativo? Cosa è biasimevole? Cosa è irreprensibile? Cosa dovrebbe essere coltivato? Cosa non dovrebbe essere coltivato?” E infine, le domande che riassumono il resto: “Cosa, quando lo faccio, porterà alla mia dannosità e sofferenza a lungo termine? Cosa, quando lo faccio, porterà al mio benessere e felicità a lungo termine?” (MN 135). Vedi che la felicità a lungo termine è possibile, che dipenderà dalle tue azioni, e che il lungo termine è meglio del breve termine. Quindi tieni sempre a mente i risultati a lungo termine delle tue azioni. Questo significa che il genuino discernimento, invece di focalizzarsi esclusivamente sul momento presente, prende in considerazione anche il futuro, tenendo a mente le conseguenze a lungo termine di ciò che stai facendo nel momento presente. Questo fatto si riflette nei passaggi in cui il Buddha raccomanda di focalizzarsi su ciò che deve essere fatto proprio ora: in ogni caso, questi passaggi arrivano nel contesto delle sue discussioni sulla consapevolezza della morte. Dato che potresti morire in qualsiasi momento, dovresti fare ciò che puoi proprio ora per padroneggiare le abilità di cui avrai bisogno per affrontare bene la morte (MN 131; AN 5.77; AN 6.19–20).

La necessità di prendere in considerazione il futuro si riflette anche nel passaggio con cui abbiamo aperto questo libro: quando Sāriputta spiega perché il Buddha raccomanda di abbandonare le qualità negative e sviluppare quelle positive, le ragioni comprendono i risultati sia nel momento presente che ben oltre nel futuro (SN 22.2).
Proteggere la verità significa essere chiari su cosa basi le tue opinioni riguardo alla verità. Sentito dire? Tradizione? Ragionamento? Logica? Esperienza diretta? Tra le possibili basi per le tue opinioni, il Buddha dice che solo l’esperienza diretta è affidabile (MN 95), e che è affidabile solo quando tu stesso sei diventato una persona affidabile (MN 110). Quindi la verità è una qualità non solo di onestà intellettuale ma anche di integrità personale. Impegnarsi nel distacco significa trovare gioia nell’abbandonare qualsiasi attaccamento che appesantisce la mente e, una volta abbandonato, lasciarlo andare per sempre. Praticare solo per la calma significa abbandonare qualsiasi cosa, interna o esterna, che disturbi la mente. Qui vale la pena notare che, negli stadi iniziali, ti concentri sull’eliminare i disturbi che potrebbero trascinarti fuori dal sentiero. Solo con lo sviluppo del sentiero inizi a focalizzarti sui disturbi all’interno del sentiero stesso. È anche degno di nota che, a questo livello di sviluppo delle quattro determinazioni, tre di esse — discernimento, veridicità e distacco — funzionino come mezzi. La calma, anche qui, è una qualità per il cui bene pratichi. Sviluppando queste quattro qualità in questi modi, puoi superare i desideri che sono ignoranti, ingannevoli, avidi o agitati. Stai anche andando contro molte delle abitudini comuni che il mondo in generale usa per perseguire i suoi desideri: l’abitudine di cercare risultati rapidi senza pensare alle conseguenze a lungo termine; l’abitudine di usare l’inganno quando non puoi ottenere ciò che vuoi con mezzi onesti; l’abitudine di accumulare quanto più possibile; e l’abitudine di cercare la felicità nella varietà, nell’eccitazione e nel cambiamento fine a se stesso.
In un’immagine usata frequentemente nel Canone, quando intraprendi la pratica, smetti di scorrere insieme alle passioni del mondo. Invece, vai controcorrente, anche quando è difficile (AN 4.5). È difficile perché i desideri che scorrono contro le quattro determinazioni non cedono facilmente. Dopotutto, sono stati al comando della mente chissà per quanti eoni. E solo perché questi desideri sono ignoranti non significa che non siano astuti. Possono facilmente ingannarti — e ti hanno ingannato per molto, molto tempo. Possono persino citare il Dhamma per i loro scopi quando vogliono, cullandoti nel pensiero che combattendoli, li rafforzi, quindi dovresti evitare di sfidarli; o che poiché la contentezza è una virtù, è meglio accettarli ed essere in pace con loro.
Il Buddha, tuttavia, non si è mai sottratto al fatto che la pratica comporterà una battaglia interna. Questo è il motivo per cui ha usato così tante analogie marziali per spronare i suoi monaci a essere pronti per la lotta. Ad esempio, ha paragonato la pratica a una fortezza di frontiera: la consapevolezza è come il guardiano che sa riconoscere i nemici — le qualità mentali non salutari — e impedire loro di entrare nella fortezza. La persistenza è come i soldati che difendono la fortezza, mentre apprendere il Dhamma è come fornire ai soldati le armi (AN 7.63). In un’altra analogia, il Buddha dice che un monaco che si spoglia della veste sentendo che c’è una donna bellissima in un villaggio vicino è come un guerriero che, vedendo la nuvola di polvere sollevata da un esercito in avvicinamento, non riesce a farsi coraggio per entrare in battaglia. Un monaco che si spoglia della veste quando una donna gli si getta addosso è come un guerriero che cade mortalmente ferito nel combattimento corpo a corpo. Tuttavia, un monaco che riesce a districarsi da una situazione del genere e isolarsi per raggiungere il risveglio, è come un guerriero che, impegnato in un combattimento corpo a corpo, ne esce vittorioso (AN 5.75). Un importante parallelismo tra un monaco e un guerriero è che, poiché la mente può cambiare direzione così rapidamente, specialmente quando incontra resistenza interna, hai bisogno di essere addestrato per rimanere nella battaglia e portarla a termine fino in fondo. L’addestramento offerto dal Buddha è duplice: dall’esterno e dall’interno. Poiché parti dall’ignoranza, hai bisogno di un addestramento da altre persone che sono già più avanzate sul sentiero di te. Persone di questo tipo non solo sono capaci di darti istruzioni quando ne hai bisogno, ma possono anche “risvegliare, esortare e incoraggiare” te quando non ti senti all’altezza della lotta. Questi, infatti, sono precisamente i verbi che il Canone usa per descrivere come il Buddha e i suoi monaci insegnavano ai loro discepoli.
A differenza delle scuole samaṇa che potevano solo istruire gli altri nei loro insegnamenti sull’impotenza dell’azione umana, il Buddha — nell’insegnare il potere dell’azione umana — poteva fornire un corso di addestramento completo che informava i suoi discepoli sia sulla possibilità e desiderabilità di intraprendere l’addestramento, sia infiammava i loro cuori per esercitare il potere delle proprie azioni il più possibile. Questo è l’addestramento dall’esterno. Hai anche bisogno di un addestramento dall’interno, perché la battaglia effettiva è dentro la tua mente. È una battaglia che solo tu puoi combattere. Ciò significa che devi essere vigile su ciò che sta accadendo nella tua mente momento per momento, per vedere come e dove le linee di battaglia si sono spostate. Per affrontare efficacemente le tue battaglie interiori, non puoi semplicemente interiorizzare lezioni generali dall’esterno. Devi sviluppare i tuoi poteri di osservazione e la tua ingegnosità per generare soluzioni a specifici problemi interni in tempo. Questo è l’addestramento dall’interno. Entrambi i lati dell’addestramento si basano sulle prime due determinazioni: discernimento e verità, nelle loro forme più rudimentali di essere osservante e onesto. Nel ricevere l’addestramento dagli altri, devi osservare ciò che accade nella tua mente e nel tuo comportamento in generale, e riportarlo onestamente a coloro che ti stanno addestrando. In questo modo, possono fidarsi di te ed essere genuinamente utili nel dare consigli. Nell’addestrarti da solo, devi essere osservante e onesto riguardo a ciò che stai facendo e ai risultati che stai ottenendo dalle tue azioni. In particolare, devi prestare attenzione a ciò che funziona e a ciò che non funziona nell’affrontare i desideri non salutari, in modo da risolvere i problemi rapidamente e non lasciare che si inaspriscano — e in modo che i tuoi desideri non salutari non ti coprano gli occhi con la lana. Quando diventi veritiero e discernente in questi modi, hai una buona base per sviluppare le altre due determinazioni, il distacco e la calma. Ecco perché il Buddha non insegnava solo a persone pacifiche o senza pesi. Ma è anche per questo che notava chiaramente che non tutti potevano essere addestrati. Solo se qualcuno fosse stato onesto e osservante, egli sarebbe stato disposto a prenderlo come un discepolo adatto a essere addomesticato.

Oltre il Desiderio e la PassioneṬhānissaro Bhikkhu. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoOltre il desiderio e la passione