Così ho udito. Un tempo, il Buddha soggiornava a Savatthī, nel boschetto di Jeta, nel parco di Anāthapiṇḍika.
In quella occasione, un giovane bramino di nome Ujjaya si recò dal Buddha, si prostrò ai suoi piedi, si sedette da parte e chiese: «Bhagavān, quante sono le cose che un uomo comune, che vive nella vita domestica, deve praticare per ottenere la pace e la gioia in questa vita stessa?»
Il Buddha rispose: «Bramino, vi sono quattro cose che, praticate da un laico, portano pace e gioia in questa vita. Quali quattro? Il possesso dei mezzi (idoneità nei mezzi di sussistenza), la protezione (custodia dei beni), l’avere buoni amici (frequentare persone sagge) e una condotta di vita retta (retti mezzi di sussistenza).
1. «Che cosa si intende per possesso dei mezzi? Significa che un uomo virtuoso, attraverso varie abilità e mestieri, si guadagna onestamente da vivere, come l’agricoltura, il commercio, il servizio al re, o la scrittura, la contabilità e il disegno. In qualunque di questi mestieri egli si impegni con diligenza e costanza, ciò si chiama “possesso dei mezzi”.
2. «Che cosa si intende per protezione? Significa che un uomo virtuoso, con i beni e il denaro ottenuti onestamente con il proprio lavoro e secondo la legge, li custodisce con grande cura, affinché non vengano portati via da re, ladri, acqua o fuoco, né dispersi o distrutti. Se non li custodisce bene, li perde; se non vi è affezionato, glieli portano via; oppure vengono danneggiati da varie sciagure. Ciò si chiama “protezione”.
3. «Che cosa si intende per avere buoni amici? Se un uomo virtuoso non è dissipato, non è negligente, non è menzognero e non è pericoloso, e se trova amici che sanno confortarlo bene, che fanno sì che le preoccupazioni non ancora sorte non sorgano, che le preoccupazioni già sorte vengano dissipate, che la gioia non ancora sorta sorga presto, e che la gioia già sorta venga preservata senza perdersi, ciò si chiama “avere buoni amici”.
4. «Che cosa si intende per condotta di vita retta? Significa che un uomo virtuoso, nel gestire le proprie entrate e uscite, le bilancia accuratamente, le custodisce in modo equilibrato, e non fa in modo che le entrate siano molte e le uscite poche, né che le uscite siano molte e le entrate poche. Come chi tiene una bilancia, se c’è poco aggiunge, se c’è troppo toglie, e sapendo quando è in equilibrio la lascia stare. Così, un uomo virtuoso bilancia i suoi beni: entrate e uscite uguali, non più entrate che uscite, né più uscite che entrate. Se un uomo virtuoso, pur non avendo denaro, spende e consuma in modo sregolato per vivere, tutti lo chiamano “frutto dell’albero di udumbara” (senza seme): uno stolto, avido, che non pensa al futuro. Se invece un uomo virtuoso, pur avendo molti beni, non sa né usarli né consumarli, gli altri dicono: “È uno stolto, come un cane che muore di fame”. Perciò, un uomo virtuoso deve saper bilanciare i propri beni, con entrate e uscite equilibrate: ciò si chiama “condotta di vita retta”.
Così, bramino, chi realizza queste quattro cose ottiene pace e gioia in questa vita.»
Il bramino chiese al Buddha: «Bhagavān, quante sono le cose che un uomo che vive la vita domestica deve praticare per ottenere pace e gioia nelle vite future?»
Il Buddha rispose: «Bramino, vi sono quattro cose che, praticate da un laico, portano pace e gioia nelle vite future. Quali quattro? La fede completa, la moralità completa, la generosità completa e la saggezza completa.
1. «Che cosa si intende per fede completa? Significa che un uomo virtuoso, riguardo al Tathāgata, ha acquisito un cuore fiducioso e riverente, ha stabilito le fondamenta della fede, e queste non possono essere scosse da dèi, Māra, Brahmā né da nessun altro uomo al mondo: ciò si chiama “fede completa”.
2. «Che cosa si intende per moralità completa? Significa che un uomo virtuoso si astiene dall’uccidere, dal rubare, dalla condotta sessuale illecita, dal mentire e dal bere bevande alcoliche: ciò si chiama “moralità completa”.
3. «Che cosa si intende per generosità completa? Significa che un uomo virtuoso, dimorando nella vita domestica, con cuore libero dall’avarizia, pratica l’offerta con spirito di liberazione, dona sempre con le proprie mani, si compiace di praticare il distacco e dona con equanimità: ciò si chiama “generosità completa”.
4. «Che cosa si intende per saggezza completa? Significa che un uomo virtuoso conosce realmente la nobile verità della sofferenza, conosce realmente la nobile verità dell’origine, della cessazione e del sentiero. Ciò si chiama “saggezza completa”.
Se un uomo virtuoso, nella vita domestica, pratica queste quattro cose, ottiene pace e gioia nelle vite future.»
Allora il Bhagavān pronunciò questi versi:
«Con mezzi adatti costruisci le attività, accumula e custodisci con cura; con buoni amici, o uomo virtuoso, e con retta condotta mantieni la vita. Con fede pura e moralità compiuta, con generosità lontana dall’avarizia, purificando la via che conduci, ottieni la gioia nelle vite future. Se, vivendo nella vita domestica, realizzi queste otto cose, – come ha insegnato il Venerato, con retta conoscenza – in questa vita ottieni pace e sicurezza, in questa vita dimori nella gioia, e nelle vite future dimori nella gioia.»
Dopo che il Buddha ebbe pronunciato questo sutra, Ujjaya, udito l’insegnamento, ne fu lieto e soddisfatto, si prostrò e se ne andò.
Il testo si basa sull’edizione Taishō del Canone Cinese. Tradotto dal cinese in italiano con l’IA.
Testo: Saṃyukta Āgama (Canone Cinese)