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阿難 SA 49: Ānanda

Così ho udito. Una volta, il Buddha soggiornava nel Parco di Anāthapiṇḍada, nel Bosco di Jeta, a Śrāvastī.

In quel momento, il Bhagavān si rivolse al Venerabile Ānanda: «Supponiamo che un uomo eminente fedele, o il figlio di un uomo eminente, venga da te e ti chieda: “Come posso conoscere il sorgere e il cessare delle realtà?” Come risponderesti tu?»

Ānanda disse al Buddha: «Bhagavān, se un uomo eminente o il figlio di un uomo eminente venisse da me e mi facesse questa domanda, risponderei: “Sappi che la forma è qualcosa che sorge e cessa. Sappi che la sensazione … la percezione … la volizione … la coscienza è qualcosa che sorge e cessa”». Bhagavān, se un uomo eminente o il figlio di un uomo eminente mi interrogasse così, io gli risponderei in questo modo».

Il Buddha disse ad Ānanda: «Bene, bene! Dovresti rispondergli in questo modo. Perché? La forma è qualcosa che sorge e cessa. La sensazione … la percezione … la volizione … la coscienza è qualcosa che sorge e cessa. Conoscere che la forma è qualcosa che sorge e cessa è chiamato conoscere la forma. Conoscere che la sensazione … la percezione … la volizione … la coscienza è qualcosa che sorge e cessa è chiamato conoscere la sensazione … la percezione … la volizione … la coscienza».

Dopo che il Buddha ebbe pronunciato questo sutra, i monaci che ascoltarono l’insegnamento del Buddha gioirono e approvarono.

Traduzione in inglese dalla versione cinese Charles Patton. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoSaṃyukta Āgama (Canone Cinese)