Questo ho udito. Un tempo il Beato soggiornava tra i Bhagga, a Suṁsumāragira, nel Parco dei Cervi, nel boschetto di Bhesakaḷā.
In quel tempo il capofamiglia Nakula aveva centoventi anni, con le facoltà mature per l’età. [Sebbene] fosse debole e sofferente per malattia, desiderava comunque venire a incontrare il Beato e i monaci anziani e stimati che erano i suoi buoni amici (kalyāṇamitta). Si avvicinò al Buddha, rese omaggio al Buddha, si ritirò a sedere a lato e disse al Buddha:
“Beato, sono debole per la vecchiaia, sono fragile e soffro di malattia, [tuttavia] con le mie stesse forze mi sforzo di venire a incontrare il Beato e i monaci anziani e stimati che sono i miei buoni amici. Possa il Beato darmi un insegnamento che sia per il mio benessere per lungo tempo.”
In quel tempo il Beato disse al capofamiglia Nakula: “Capofamiglia, sei veramente maturo per l’età, essendo debole e sofferente per malattia, eppure sei in grado con le tue stesse forze di venire a incontrare il Tathāgata e gli altri monaci anziani e stimati che sono i tuoi buoni amici.
“Capofamiglia, dovresti sapere: [quando] il corpo è sofferente per una malattia, dovresti esercitarti costantemente [in modo che] la mente non soffra per la malattia.”
In quel tempo il Beato, dopo aver istruito, insegnato, illuminato e rallegrato il capofamiglia Nakula, rimase in silenzio.
Il capofamiglia Nakula, udendo ciò che il Buddha aveva detto, ne gioì e ne fu rallegrato. Rendendo omaggio al Buddha, se ne andò. Il venerabile Sāriputta era allora seduto sotto un albero non lontano dal Buddha. Il capofamiglia Nakula si avvicinò al venerabile Sāriputta, gli rese omaggio e si ritirò a sedere a lato.
Quindi il venerabile Sāriputta chiese al capofamiglia: “Le tue facoltà sono ora gioiosamente rilassate, il colore del tuo corpo è luminoso. Hai potuto udire un insegnamento profondo dal Beato?”
Il capofamiglia Nakula disse a Sāriputta: “Oggi il Beato mi ha dato un insegnamento, istruendomi, insegnandomi, illuminandomi e rallegrandomi, [come se] ungesse il mio corpo e la mia mente con l’ambrosia del Dhamma. Per questo le mie facoltà sono ora gioiosamente rilassate e il mio corpo è luminoso.”
Il venerabile Sāriputta chiese al capofamiglia: “In che modo il Beato ti ha insegnato il Dhamma, istruendoti, insegnandoti, illuminandoti e rallegrandoti, [come se] ti ungesse con l’ambrosia?”
Il capofamiglia Nakula disse a Sāriputta: “Mi sono avvicinato al Beato. Ho detto al Beato: ‘Sono debole per la vecchiaia, fragile e soffro di malattia, eppure con le mie stesse forze vengo a incontrare il Beato e i monaci anziani e stimati che sono i miei buoni amici.’
“Il Buddha mi disse: ‘Capofamiglia, sei veramente maturo per l’età, essendo debole e sofferente per malattia, eppure sei in grado con le tue stesse forze di venire a incontrare me e i monaci anziani e stimati. Ora che il tuo corpo è sofferente per una malattia, dovresti esercitari costantemente [in modo che] la tua mente non soffra per la malattia.’ Dandomi un insegnamento in questo modo, il Beato mi ha istruito, insegnato, illuminato e rallegrato, [come se] mi ungesse con l’ambrosia.”
Il venerabile Sāriputta chiese al capofamiglia: “Non hai proseguito chiedendo al Beato: ‘Come avviene che il corpo soffre di malattia e la mente [anche] soffre di malattia? Come avviene che il corpo soffre di malattia e la mente non soffre di malattia?'”
Il capofamiglia rispose: “Mi sono avvicinato al venerabile a causa del significato [di questo]. Possa egli spiegarmi in breve il contenuto dell’insegnamento.”
Il venerabile Sāriputta disse al capofamiglia: “È bene, capofamiglia. Ora ascolta ciò che ti dirò. Una persona mondana stolta e non istruita non comprende così com’è realmente il sorgere della forma corporea, la cessazione della forma corporea, il pericolo nella forma corporea, la gratificazione nella forma corporea e la via di fuga dalla forma corporea. A causa del non comprenderlo così com’è realmente, egli brama con diletto la forma corporea, dichiarando che la forma corporea è il sé o appartiene al sé, e vi si aggrappa e la afferra.
“Se la sua forma corporea viene meno, se diventa altrimenti, la sua mente e coscienza la seguono a loro volta, generando tormento e dolore. Essendo sorti tormento e dolore, egli è spaventato, ostacolato, preoccupato, angustiato e appassionatamente legato. Con la sensazione … la percezione … le formazioni … la coscienza è anche così. Questo è chiamato corpo e mente che soffrono di malattia.
“Come avviene che il corpo soffre di malattia e la mente non soffre di malattia? Un nobile discepolo istruito comprende così com’è realmente il sorgere della forma corporea, la cessazione della forma corporea, la gratificazione nella forma corporea, il pericolo nella forma corporea e la via di fuga dalla forma corporea. Avendo compreso ciò così com’è realmente, egli non genera brama con diletto, vedendo la forma corporea come il sé o come appartenente al sé.
“Se la sua forma corporea cambia, se diventa altrimenti, la sua mente non la segue a loro volta, generando tormento e dolore. La sua mente non avendola seguita a loro volta e non avendo generato tormento e dolore, egli non si spaventa, non è ostacolato, non è preoccupato, [non è angustiato] e non è appassionatamente legato. Con la sensazione … la percezione … le formazioni … la coscienza è anche così. Questo è chiamato corpo che soffre di malattia e mente che non soffre di malattia.”
Quando il venerabile Sāriputta pronunciò questo insegnamento, il capofamiglia Nakula raggiunse l’occhio puro del Dhamma. In quel tempo il capofamiglia Nakula vide il Dhamma, raggiunse il Dhamma, comprese il Dhamma, entrò nel Dhamma, superando ogni dubbio, senza bisogno di fare affidamento su altri, la sua mente aveva raggiunto l’intrepidezza nel retto Dhamma.
Si alzò dal suo posto, aggiustò le sue vesti, rese omaggio e, a mani giunte [in segno di rispetto] verso il venerabile Sāriputta, disse:
“Sono andato oltre, ho attraversato. Ora prendo rifugio nei gioielli del Buddha, del Dhamma e del Saṅgha come seguace laico, sii mio testimone che da oggi fino alla fine della mia vita prendo rifugio nei tre gioielli.”
In quel tempo il capofamiglia Nakula, udendo ciò che Sāriputta aveva detto, ne gioì e ne fu rallegrato. Rendendo omaggio, se ne andò.
Traduzione in inglese dalla versione cinese di Bhikkhu Anālayo, originariamente pubblicato in ‘On the Five Aggregates (5) – A Translation of Saṁyukta-āgama Discourses 103 to 110’, Dharma Drum Journal of Buddhist Studies, 2014, vol. 15 pp. 1–64. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
Testo: Saṃyukta Āgama (Canone Cinese)