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觀 SA 75: Discorso sulla differenza

Così ho udito. Un tempo il Beato soggiornava a Sāvatthī, nel bosco di Jeta, nel parco di Anāthapiṇḍika.

In quel tempo il Benedetto si rivolse ai monaci dicendo: «Vi sono cinque aggregati dell’attaccamento. Quali cinque? Sono l’aggregato della forma corporea dell’attaccamento… la sensazione… la percezione… le formazioni mentali… l’aggregato della coscienza dell’attaccamento.

«Monaci, essendo liberati dal provare disincanto per la forma corporea e dal liberarsene con il desiderio, mediante la sua cessazione e il non sorgere, uno è chiamato Tathāgata, che è un arahant, perfettamente risvegliato. Allo stesso modo, essendo liberati dal provare disincanto per la sensazione… la percezione… le formazioni mentali… la coscienza e dal liberarsene con il desiderio, mediante la sua cessazione e il non sorgere, uno è chiamato Tathāgata, che è un arahant, perfettamente risvegliato.

«Monaci, anche provando disincanto per la forma corporea e liberandosene con il desiderio, mediante la sua cessazione e il non sorgere, uno è chiamato arahant che è stato liberato mediante la saggezza. Allo stesso modo, provando disincanto per la sensazione… la percezione… le formazioni mentali… la coscienza e liberandosene con il desiderio, mediante la sua cessazione e il non sorgere, uno è chiamato arahant che è stato liberato mediante la saggezza.

«Monaci, qual è la differenza tra il Tathāgata, che è un arahant, perfettamente risvegliato, e un arahant che è stato liberato mediante la saggezza?»

I monaci dissero al Buddha: «Il Tathāgata è la radice del Dharma, l’occhio del Dharma, il fondamento del Dharma. Possa il Benedetto spiegare pienamente ai monaci il significato di ciò. Dopo averlo udito, i monaci lo custodiranno e lo riceveranno con rispetto».

Il Buddha disse ai monaci: «Ascoltate e prestate attenzione a ciò che vi dirò. Il Tathāgata, che è un arahant, perfettamente risvegliato, ha realizzato il Dharma che non aveva udito prima, è stato capace di realizzare da sé il Dharma, di penetrare fino al supremo risveglio. Egli insegna il Dharma alle generazioni future per risvegliare i suoi discepoli, cioè: i quattro fondamenti della consapevolezza, i quattro retti sforzi, le quattro basi del potere soprannaturale, le cinque facoltà, i cinque poteri, i sette fattori del risveglio e l’ottuplice sentiero.

«Monaci, costui è chiamato Tathāgata, che è un arahant, perfettamente risvegliato, che ha conseguito ciò che non era stato conseguito, che ha ottenuto ciò che non era stato ottenuto, che comprende il sentiero, che distingue il sentiero, che insegna il sentiero, che penetra il sentiero, che inoltre è capace di insegnare e ammonire con successo i discepoli, che in questo modo insegna loro rettamente e in modo tale che essi gioiosamente si dilettano nel buon Dharma. Questa è chiamata la differenza tra un Tathāgata e un arahant».

Quando il Buddha ebbe pronunciato questo discorso, i monaci, udendo ciò che il Buddha aveva detto, furono lieti e lo ricevettero con rispetto.

Traduzione in Inglese dalla versione cinese di Bhikkhu Anālayo, On the Five Aggregates (1) – A Translation of Saṃyukta-āgama Discourses 1 to 32. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoSaṃyukta Āgama (Canone Cinese)