Skip to content

結繫 SA 19: Discorso sull’essere legati dai lacci

Così ho udito. Un tempo il Buddha soggiornava a Sāvatthī, nel boschetto di Jeta, al monastero di Anāthapiṇḍika. In quella circostanza, un certo monaco si alzò dal suo posto, rese omaggio al Buddha e gli disse:

“Possa il Benedetto insegnarmi in breve l’essenza del Dhamma. Dopo aver ascoltato l’insegnamento, mi ritirerò in un luogo solitario e vi rifletterò con energia, dimorando in esso con diligenza, senza negligenza. Stabilitomi in esso senza negligenza, rifletterò su ciò per cui un figlio di buona famiglia, per fede, abbandona la vita domestica per l’ascetismo… fino a… conoscere da me stesso che non ci saranno altre esistenze”.

Allora il Benedetto disse a quel monaco: “Bene, è giusto che tu parli così: ‘Sarebbe bene se il Benedetto mi insegnasse in breve l’essenza del Dhamma. Dopo aver ascoltato l’insegnamento, mi ritirerò in un luogo solitario e vi rifletterò con energia, dimorando in esso senza negligenza… fino a… conoscere da me stesso che non ci saranno altre esistenze’. È forse così?” Il monaco rispose al Buddha: “È così, Benedetto”.

Il Buddha disse al monaco: “Ascolta e presta attenzione con cura a ciò che ti dirò. Monaco, i vincoli e ciò che ha la natura di metterti in catene dovrebbero essere prontamente abbandonati ed estirpati. Aver estirpato quella cosa sarà per il tuo beneficio e benessere, per la tua pace per lungo tempo”. Allora quel monaco disse al Buddha: “Ho compreso, Benedetto, ho compreso!”.

Il Buddha disse al monaco: “In che modo comprendi appieno il significato dell’insegnamento che ti ho qui esposto in breve?” Il monaco rispose al Buddha: “Benedetto, la forma fisica è per sua natura tale da incatenare e mettere in catene. Questa natura che incatena e mette in catene dovrebbe essere prontamente abbandonata ed estirpata. Aver estirpato quella cosa sarà per il mio beneficio e benessere, per la mia pace per lungo tempo. Allo stesso modo, la sensazione… la percezione… le formazioni mentali… la coscienza è per sua natura tale da incatenare e mettere in catene. Questa natura che incatena e mette in catene dovrebbe essere prontamente abbandonata ed estirpata. Aver estirpato quella cosa sarà per il mio beneficio e benessere, per la mia pace per lungo tempo. Benedetto, è così che comprendo appieno il significato dell’insegnamento qui esposto in breve”.

Il Buddha disse al monaco: “Bene, è giusto che tu comprenda appieno il significato dell’insegnamento che ti ho qui esposto in breve. Perché? La forma fisica è per sua natura tale da incatenare e mettere in catene. Questa cosa dovrebbe essere prontamente abbandonata ed estirpata. Aver estirpato quella cosa sarà per il tuo beneficio e benessere, per la tua pace per lungo tempo. Allo stesso modo, la sensazione… la percezione… le formazioni mentali… la coscienza è per sua natura tale da incatenare e mettere in catene. Questa cosa dovrebbe essere prontamente abbandonata ed estirpata. Aver estirpato quella cosa sarà per il tuo beneficio e benessere, per la tua pace per lungo tempo”.

Quindi, dopo aver ascoltato le parole del Buddha, la mente di quel monaco ne fu grandemente rallegrata. Egli rese omaggio al Buddha e si ritirò. Meditando da solo in un luogo solitario con diligenza, dimorò senza negligenza… fino a… conseguendo la liberazione della mente, divenne un arahant.

Traduzione in Inglese dalla versione cinese di Bhikkhu Anālayo, On the Five Aggregates (1) – A Translation of Saṃyukta-āgama Discourses 1 to 32. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoSaṃyukta Āgama (Canone Cinese)