Questo ho udito. Una volta il Risvegliato soggiornava nella città di Sravasti, nel Bosco di Jeta, nel Parco di Anāthapiṇḍika. In quel tempo il Beato disse ai monaci:
“Vi sono cinque tipi di semi. Quali cinque? Sono: il seme della radice, il seme del fusto, il seme del nodo, il seme che cade da sé e il seme del frutto.
“Questi cinque tipi di semi, se non sono tagliati, non sono rotti, non sono marci e non sono stati portati via dal vento, ma sono nuovi, maturi, forti e sani, se questi semi hanno l’elemento terra, ma non l’elemento acqua, non cresceranno né aumenteranno. Se quei semi, nuovi, maturi, forti e sani e non tagliati, non rotti, non marci e non portati via dal vento, hanno l’elemento acqua, ma non hanno l’elemento terra, anch’essi non cresceranno né aumenteranno. Se quei semi, nuovi, maturi, forti e sani e non tagliati, non rotti, non marci e non portati via dal vento, hanno l’elemento acqua e l’elemento terra, cresceranno e aumenteranno.
“Monaci, quei cinque semi sono come l’aggregato dell’attaccamento della coscienza. L’elemento terra è come le quattro dimore della coscienza. L’elemento acqua è come la passione e il desiderio. Vi sono quattro attaccamenti che fanno sì che la coscienza dimori. Quali quattro? In mezzo alle forme la coscienza dimora. L’attaccamento causa la forma e sorge un vigoroso desiderio appassionato di crescere e aumentare. La coscienza dimora nella sensazione, nel concetto e nella formulazione. L’attaccamento causa la sensazione, il concetto e la formulazione e sorge un vigoroso desiderio appassionato di crescere e aumentare.
“Monaci, la coscienza, riguardo alla via di mezzo, può venire, può andare, può dimorare, può cessare, può sorgere e crescere e aumentare. Monaci, se essa lascia la forma, la sensazione, il concetto e la formulazione, la coscienza è lì, può venire, andare, dimorare o sorgere, ma allora è solo un modo di dire. Chiedere e non sapere aumenta la confusione senza limite.
“Se si abbandona il desiderio per l’elemento forma, dopo averlo lasciato, i legami che sorgono e bloccano la mente nella forma sono recisi. Avendo reciso i legami che bloccavano la mente che sorgono nella forma, allora la causa dell’attaccamento è recisa. Essendo stata recisa la causa dell’attaccamento, quella coscienza non ha luogo in cui dimorare e non vi è rinascita, crescita e sviluppo.
“Se si abbandona il desiderio per gli elementi sensazione, concetto e formulazione, dopo averli lasciati, i legami che sorgono e bloccano la mente nella… formulazione sono recisi. Avendo reciso i legami che bloccavano la mente che sorgono nella… formulazione, allora la causa dell’attaccamento è recisa. Essendo stata recisa la causa dell’attaccamento, quella coscienza non ha mezzo per dimorare e non vi è rinascita, crescita e sviluppo. Poiché non c’è più nascita, le formulazioni non sono create, non avendo creato formulazioni, vi è il dimorare. Avendo dimorato, vi è contentezza, essendovi contentezza, vi è liberazione.
“Essendo liberati nel mondo, non vi è cosa a cui aggrapparsi e nulla a cui tenersi. Non essendovi nulla a cui aggrapparsi, o a cui tenersi, si realizza l’estinzione. Si sa: ‘Per me la nascita è finita. La Santa Vita è stabilita. Fatto è ciò che doveva essere fatto.’ Si sa: ‘Non sperimenterò un futuro divenire.’ Dico che questa coscienza non raggiungerà le quattro direzioni: nord, sud, est o ovest. Non raggiungerà nemmeno l’alto e il basso. Non c’è luogo dove vada. Vedo solo dhamma. Il desiderio è estinto, calmo, finito. La sensazione è raffreddata. La sensazione è pura. Questo è il vero frutto.”
Il Risvegliato pronunciò questo discorso. I monaci udirono ciò che il Risvegliato disse, furono molto felici e lo misero in pratica con rispetto.
Traduzione in inglese dalla versione cinese di N. J. Smith, 6/2001. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
Testo: Saṃyukta Āgama (Canone Cinese)