Skip to content

無慢 EA 10.1: Senza Orgoglio

Così ho udito. Una volta, il Beato soggiornava nel Boschetto di Jeta, nel parco di Anāthapiṇḍada, a Śrāvastī.

In quell’occasione, il Bhagavān si rivolse ai monaci: «Si dovrebbe coltivare una cosa e diffondere una cosa. Avendo coltivato una cosa e diffuso una cosa, si ottiene la conoscenza spirituale, si placa il pensiero condizionato, si conseguono i frutti dell’asceta e si raggiunge la dimora del Nirvāṇa. Qual è questa cosa? È la pratica della vigilanza. E cos’è la pratica della vigilanza? È la custodia della mente. E cos’è la custodia della mente?

«In questo caso, un monaco custodisce sempre la sua mente dall’essere contaminata e dalle cose che contaminano. Quando custodisce la sua mente dall’essere contaminata e dalle cose che contaminano, allora si sentirà a suo agio in mezzo alle cose contaminanti. Diventerà anche fiducioso, rimarrà imperturbabile, manterrà il pensiero concentrato e si incoraggerà.

«Così, monaci, la sua pratica è vigile ed egli è sempre cauto con sé stesso. Allora, le contaminazioni del desiderio che non sono ancora sorte non sorgono, e quelle che sono sorte possono cessare. Le contaminazioni dell’esistenza che non sono ancora sorte non sorgono, e quelle che sono sorte possono cessare. Le contaminazioni dell’ignoranza che non sono ancora sorte non sorgono, e quelle che sono sorte possono cessare.

«Mentre pratica questa vigilanza, un monaco si isola in un luogo tranquillo, ed è costantemente consapevole di sé e si esplora interiormente. È libero dai pensieri contaminati dal desiderio e libero dai pensieri contaminati dall’esistenza e dall’ignoranza. Una volta che ne è liberato, consegue la conoscenza di quella liberazione: “La nascita e la morte sono terminate, la vita religiosa è stata stabilita e il compito è stato portato a termine. So veramente che non sarò soggetto a un’altra esistenza”».

Il Bhagavān allora pronunciò questi versi:

«Il sentiero della dolce rugiada è senza orgoglio;
la negligenza è la via della morte.
Senza orgoglio non si muore,
mentre gli orgogliosi muoiono.

«Perciò, monaci, si deve coltivare con consapevolezza la pratica della vigilanza. Così, monaci, dovete esercitarvi».

Quando i monaci udirono ciò che il Buddha insegnò, gioirono e approvarono.

Traduzione in inglese dalla versione cinese dell’Ekottarika Āgama di Charles Patton. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

Testo: Ekottarika Āgama