Questo è il sutra numero 5 nell’edizione Taisho e numero 8 in Yinshun (T99.2.1b16-c1, Y30.7a5-10). È una variante dei due sutra precedenti e di quello successivo. Nel loro insieme, sono paralleli a SN 22.24, e questo sutra è parallelo a SĀ 2.8.
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1. Così ho udito. Una volta, il Buddha soggiornava nel parco di Anāthapiṇḍada, nel boschetto di Jeta a Śrāvastī.
2. Allora il Bhagavān si rivolse ai monaci dicendo: “Quando non si conosce o non si comprende la forma, e non ci si libera dal desiderio verso di essa, la propria mente non è liberata, e quindi non si può trascendere la paura di nascita, vecchiaia, malattia e morte. Allo stesso modo, quando non si conosce o non si comprende la sensazione… la percezione… le formazioni mentali… la coscienza, e non ci si libera dal desiderio verso di esse, la propria mente non è liberata, e quindi non si può trascendere la paura di nascita, vecchiaia, malattia e morte.
3. “Monaci, se qualcuno conosce e comprende la forma, e si libera dal desiderio verso di essa, la sua mente è liberata, e quindi può trascendere la paura di nascita, vecchiaia, malattia e morte. Allo stesso modo, se qualcuno conosce e comprende la sensazione… la percezione… le formazioni mentali… la coscienza, e si libera dal desiderio verso di esse, la sua mente è liberata, e quindi può trascendere la paura di nascita, vecchiaia, malattia e morte.”
4. Quando i monaci udirono l’insegnamento del Buddha, ne gioirono e l’approvarono.
Traduzione in inglese dalla versione cinese del Saṃyukta Āgama di Charles Patton. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
Testo: Saṃyukta Āgama (Canone Cinese)