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漏無漏法 SA 56: Insegnamenti puri ed impuri

Così ho udito. Un tempo, il Buddha soggiornava nel Parco dei Cervi, nel luogo degli antichi saggi, nel paese di Vārāṇasī.

In quel momento, il Beato si rivolse ai monaci e disse: «Ora vi parlerò degli insegnamenti impuri (sāsrava) e puri (anāsrava). Se la forma è impura ed è oggetto di attaccamento, quella forma genera amore e avversione. Allo stesso modo, se la sensazione, la percezione, le formazioni mentali e la coscienza sono impure e sono oggetto di attaccamento, quella coscienza genera amore e avversione. Questo è ciò che si chiama insegnamento impuro.

«E che cosa è l’insegnamento puro? Tutte le forme che sono pure e non sono oggetto di attaccamento: quelle forme, siano esse passate, future o presenti, non generano amore né avversione. Allo stesso modo, se la sensazione, la percezione, le formazioni mentali e la coscienza sono pure e non sono oggetto di attaccamento, quella coscienza, sia essa passata, futura o presente, non genera brama né avversione. Questo è ciò che si chiama insegnamento puro.»

Dopo che il Buddha ebbe pronunciato questo sutra, i monaci che udirono l’insegnamento del Buddha si rallegrarono e lo misero in pratica con devozione.

[Nota conclusiva in versi – elenco dei sutra precedenti]:

Due [sutra] sulla fede, due su Ānanda,
il sutra della distruzione, Udāyī,
il brāhmaṇo e il mondo,
gli aggregati, e gli insegnamenti puri ed impuri.

Il testo si basa sull’edizione Taishō del Canone Cinese. Tradotto dal cinese in italiano con l’IA.

TestoSaṃyukta Āgama (Canone Cinese)