«Tra i miei discepoli, il primo degli uomini laici (upāsaka) che pratica costantemente la mente di benevolenza (maitrī) è il capofamiglia Punī. Colui la cui mente è sempre compassionevole verso tutti gli esseri è il Śākya Mahānāma. Colui che pratica costantemente la mente di gioia (muditā) è il Śākya Bhadra. Colui che pratica costantemente la mente di equanimità (upekṣā), senza mai abbandonare le azioni virtuose, è l’upāsaka Vijaya. Colui che è capace di sopportare con pazienza (kṣānti) è il generale Siṃha. Colui che sa discutere svariati argomenti è l’upāsaka Vaiśya. Colui che dimora in nobile silenzio (ārya-mauna) è l’upāsaka Nandipāla. Colui che si impegna diligentemente nelle azioni virtuose senza mai riposarsi è l’upāsaka Uttara. Colui che ha i sensi tranquilli è l’upāsaka Deva. Colui che tra i miei discepoli ha ricevuto l’attestazione per ultimo è il Kumāra Kukkuṭa.»
Punī, Mahānāma, Bhadra, Uttara,
Siṃha, Vaiśya, Vijaya, Deva e Kukkuṭa.
Quaranta uomini laici (upāsaka) sono completi; si espongano ampiamente come sopra.
Traduzione di Dharmanandi (dell’antico stato di Fu Qin), riveduta e curata da Gautama Saṃghadeva nel 397–398 d.C.(CBETA, Taishō Tripiṭaka, Vol. 2, Sūtra n. 125). Tradotto dal cinese in italiano con l’IA.
Testo: Ekottarika Āgama