«Tra i miei discepoli, il primo degli uomini laici (upāsaka) che amava chiedere il significato degli insegnamenti è il bramino Sonadanda. Colui che possiede acute facoltà e piena comprensione è il bramino Brahmāyu. Colui che è messaggero dei Buddha è il giovane (māṇava) che addestra i cavalli. Colui che considera il corpo come privo di un sé è il bramino che ama ascoltare. Colui che è insuperabile nella discussione è il bramino Vikaṭa. Colui che sa comporre e recitare versi è il capofamiglia Upāli. Colui che è rapido nel parlare è anche il capofamiglia Upāli. Colui che ama donare e i gioielli, senza alcuna avarizia, è il capofamiglia Sudatta. Colui che ha stabilito le radici del bene è il capofamiglia Ugga di Vesālī. Colui che sa esporre il meraviglioso Dharma è il cosiddetto upāsaka Senapati, il supremo e intrepido. Colui che parla senza timore e sa ben discernere le inclinazioni degli altri è il generale Tonda, capo di Vesālī.»
Sonadanda, Brahmāyu, il giovane dei cavalli e colui che ascolta,
Vikaṭa, Upāli, Sudatta, Ugga, il supremo e Tonda.
Traduzione di Dharmanandi (dell’antico stato di Fu Qin), riveduta e curata da Gautama Saṃghadeva nel 397–398 d.C.(CBETA, Taishō Tripiṭaka, Vol. 2, Sūtra n. 125). Tradotto dal cinese in italiano con l’IA.
Testo: Ekottarika Āgama