«Tra i miei discepoli, il primo degli uomini laici (upāsaka) che amava fare doni è il re Vaiśravaṇa. Colui che fa offerte modeste è il re Pradyota. Colui che ha stabilito le radici del bene è il re Prasenajit. Colui che ha ottenuto una fede salda senza radici [apparenti] e ha generato gioia nel cuore è il re Ajātaśatru. Colui che rivolge la mente al Buddha con sincerità, senza mai mutare intenzione, è il re Udayana. Colui che onora il retto Dharma è il principe Candraprabha. Colui che venera la comunità dei santi con mente sempre equanime è il principe che costruì il monastero di Jetavana. Colui che sempre gioisce nell’aiutare gli altri, senza pensare a sé, è il principe Siṃha. Colui che sa onorare le persone con rispetto, senza alterigia, è il principe Abhaya. Colui che ha aspetto nobile e eccelso tra gli uomini è il principe Kukkuṭa.»
Re Vaiśravaṇa, Pradyota, Prasenajit, Ajātaśatru,
Candraprabha, Jetavana, Udayana, Siṃha, Abhaya, Kukkuṭa.
Traduzione di Dharmanandi (dell’antico stato di Fu Qin), riveduta e curata da Gautama Saṃghadeva nel 397–398 d.C.(CBETA, Taishō Tripiṭaka, Vol. 2, Sūtra n. 125). Tradotto dal cinese in italiano con l’IA.
Testo: Ekottarika Āgama