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欲想 EA 9.10: Desiderio (2)

Così ho udito. Un tempo, il Buddha soggiornava nel parco di Anāthapiṇḍada, nel bosco di Jeta, a Śrāvastī.

In quella circostanza, il Bhagavān si rivolse ai monaci e disse: «In questa assemblea, non vedo una cosa sola che non produca desiderio non ancora esistente e che faccia cessare il desiderio già sorto … che non produca rabbia non ancora esistente e che faccia cessare la rabbia già sorta … che non produca sonnolenza non ancora esistente e che faccia cessare la sonnolenza già sorta … che non produca agitazione non ancora esistente e che faccia cessare l’agitazione già sorta … che non produca dubbio non ancora esistente e che faccia cessare il dubbio già sorte …

«Si dovrebbero contemplare le secrezioni impure e le percezioni di impurità. Dopo averle contemplate, il desiderio non ancora sorto non sorgerà, e il desiderio già sorto potrà cessare … la rabbia non ancora sorta non sorgerà, e la rabbia già sorta potrà cessare … [la sonnolenza … l’agitazione] … il dubbio non ancora sorto non sorgerà, e il dubbio già sorto potrà cessare.

«Perciò, monaci, mantenete il vostro pensiero concentrato e non diventate distratti. Così, monaci, dovete esercitarvi».

Quando i monaci udirono ciò che il Buddha insegnò, gioirono e ne diedero approvazione.

Verso Riassuntivo

Due laiche, due sulla mente,
Una sulla caduta, una sulla nascita in mondi celesti,
Percezioni che dilettano uomini e donne,
Due sul desiderio sono le ultime.

Traduzione in inglese dalla versione cinese dell’Ekottarika Āgama di Charles Patton. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

Testo: Ekottarika Āgama