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梵天 SA 99: Il mondo di Brahmā

Così ho udito. Una volta, il Buddha soggiornava a Rājagaha.

In quel tempo, un venerabile di nome Suddha (Puro Cielo) stava viaggiando tra la gente del Videha, e giunse al giardino di Āmrapāli nella città di Mithilā. Una mattina presto, il venerabile Suddha indossò la veste, prese la scodella ed entrò a Mithilā per la questua. Seguendo l’ordine delle case, giunse fino alla sua stessa casa di famiglia. In quel momento, la madre del venerabile Suddha, ormai anziana, stava nel salone centrale offrendo cibo al fuoco sacrificale, pregando per rinascere nel mondo di Brahmā, e non si accorse che il venerabile Suddha era in piedi fuori dalla porta.

In quel momento, il re Vessavaṇa, che nutriva grande fede e rispetto per il venerabile Suddha, stava viaggiando per il cielo scortato da numerosi yakṣa. Vide il venerabile Suddha in piedi fuori dalla porta, e vide anche sua madre che teneva in mano il cibo e lo offriva al fuoco nel salone, senza vedere il figlio fuori dalla porta. Dopo aver visto ciò, scese dal cielo e, stando davanti alla madre di Suddha, recitò questa stanza:

“Bramina, il mondo di Brahmā è estremamente lontano,
E tu, per rinascere lì, offri questo sacrificio al fuoco.
Questa non è la via per Brahmā: perché offri invano questo sacrificio?

Bramina, Suddha è in piedi fuori dalla porta,
Egli ha eliminato per sempre ogni impurità: egli è il più alto tra gli dèi,
Libero da ogni attaccamento, unico, senza bisogno di nulla,
È entrato in casa per la questua: colui che merita le offerte,
Suddha, che ha ben coltivato il corpo, è il vero campo di meriti per umani e dèi.

Egli ha abbandonato ogni male, non è macchiato dalle contaminazioni,
Per virtù è uguale a Brahmā, ma dimora in forma umana,
Non si attacca a nulla, come un drago maturo e perfetto,
Il monaco dimora nella retta consapevolezza, la sua mente è ben liberata,
Merita di ricevere l’offerta primaria: questo è il campo di meriti supremo.

Con fede retta, senza indugio, offri a lui,
Costruisci ora un’isola (di rifugio) per ottenere pace futura.
Guarda questo saggio (muni), che ha già attraversato la corrente del dolore,
Perciò abbi fede e, senza indugio, offri a lui,
Costruisci ora un’isola (di rifugio) per ottenere pace futura.”

Allora il venerabile Suddha tenne a sua madre un vario discorso sul Dhamma, istruendola, esortandola, illuminandola e rallegrandola, poi riprese la sua strada e se ne andò.

Il testo si basa sull’edizione Taishō del Canone Cinese. Tradotto dal cinese in italiano con l’IA.

TestoSaṃyukta Āgama (Canone Cinese)