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斷色苦 SA 113: L’Eradicazione della Sofferenza della Forma Corporea

Così ho udito. Un tempo il Benedetto soggiornava sul Monte Makula, con un monaco assistente di nome Rādha.

Allora un gruppo di asceti erranti eterodossi si avvicinò al venerabile Rādha. Dopo essersi scambiati cortesi saluti, si ritrassero e sedettero da un lato. Chiesero al venerabile Rādha:

«Per quale scopo hai intrapreso la vita santa sotto l’asceta Gotama?»

Il venerabile Rādha rispose: «Ho intrapreso la vita santa sotto il Benedetto allo scopo di abbandonare la sofferenza (dukkha).»

Essi chiesero ancora: «Per abbandonare quale tipo di sofferenza hai intrapreso la vita santa sotto l’asceta Gotama?»

Rādha rispose: «Ho intrapreso la vita santa sotto il Benedetto allo scopo di abbandonare la sofferenza della forma corporea; ho intrapreso la vita santa sotto il Benedetto allo scopo di abbandonare la sofferenza della sensazione … della percezione … delle formazioni … della coscienza.»

Allora gli asceti erranti eterodossi, udendo ciò che il venerabile Rādha aveva detto, non furono lieti nei loro animi. Si alzarono dai loro posti, lo biasimarono e se ne andarono.

In quel momento il venerabile Rādha, sapendo che gli asceti erranti eterodossi se n’erano andati, pensò: «Avendo parlato in questo modo, ho forse travisato il Benedetto? Ho parlato come dovevo parlare? Ho parlato secondo il Dhamma, ho esposto il Dhamma in conformità al Dhamma? Se interrogato approfonditamente da altri, sarò forse biasimato e incorrerò in una occasione di sconfitta?»

In quel momento il venerabile Rādha, levatosi dalla meditazione nel pomeriggio, si avvicinò al Benedetto, rese omaggio al Benedetto, si ritrasse e sedette da un lato. Riferì completamente al Benedetto la questione di cui sopra, [dicendo]: «Beato, avendo parlato in questo modo, ho forse commesso una mancanza? Ho forse travisato il Benedetto? Se interrogato approfonditamente da altri, sarò forse biasimato e incorrerò in una occasione di sconfitta? Ho parlato come dovevo parlare? Ho parlato secondo il Dhamma, ho esposto il Dhamma in conformità al Dhamma?»

Il Benedetto disse a Rādha: «Hai parlato in modo veritiero. Non hai travisato il Tathāgata. Hai parlato come dovevi parlare. Hai parlato secondo il Dhamma, esponendo il Dhamma in conformità al Dhamma. Perché? Rādha, la forma corporea è sofferenza (dukkha). Si intraprende [sotto di me] la vita santa allo scopo di abbandonare quella sofferenza. La sensazione … la percezione … le formazioni … la coscienza sono sofferenza (dukkha). Si intraprende [sotto di me] la vita santa allo scopo di abbandonare quella sofferenza.»

Quando il Benedetto ebbe pronunciato questo discorso, udendo ciò che il Benedetto aveva detto, il monaco Rādha fu lieto e lo ricevette con rispetto.

Traduzione in inglese dalla versione cinese di Bhikkhu Anālayo, originariamente pubblicato in ‘On the Five Aggregates (5) – A Translation of Saṁyukta-āgama Discourses 103 to 110’, Dharma Drum Journal of Buddhist Studies, 2014, vol. 15 pp. 1–64. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoSaṃyukta Āgama (Canone Cinese)