Così ho udito. Un tempo il Benedetto soggiornava sul Monte Makula, avendo allora con sé un monaco assistente di nome Rādha.
Allora un gruppo di asceti erranti eterodossi si avvicinò al venerabile Rādha. Dopo essersi scambiati cortesi saluti, si ritrassero e sedettero da un lato. Chiesero a Rādha:
«Per quale scopo hai intrapreso la vita santa sotto l’asceta Gotama?»
Rādha rispose: «Ho intrapreso la vita santa sotto il Tathāgata allo scopo dell’estirpazione, del dileguarsi, della cessazione, della pacificazione e dello svanire della preoccupazione, del dolore, dell’afflizione e della sofferenza relativi alla forma corporea. Ho intrapreso la vita santa sotto il Tathāgata allo scopo dell’estirpazione, del dileguarsi, della cessazione, della pacificazione e dello svanire della preoccupazione, del dolore, dell’afflizione e della sofferenza relativi alla sensazione … alla percezione … alle formazioni … alla coscienza.»
Allora quel gruppo di asceti erranti eterodossi, udito ciò, non furono lieti nei loro animi. Si alzarono dai loro posti, lo biasimarono e se ne andarono.
In quel momento Rādha, levatosi dalla meditazione nel pomeriggio, si avvicinò al Benedetto, rese omaggio con il capo ai piedi del Benedetto, si ritrasse e sedette da un lato. Riferì completamente al Benedetto la questione di cui sopra, [dicendo]: «Beato, ho forse travisato il Benedetto? Se interrogato approfonditamente da altri che verranno, sarò forse biasimato e incorrerò in una occasione di sconfitta? Ho forse parlato come dovevo parlare? Ho forse parlato secondo il Dhamma, ho forse esposto il Dhamma in conformità al Dhamma?»
Il Benedetto disse a Rādha: «Hai parlato in modo veritiero. Non hai travisato il Tathāgata. Se interrogato approfonditamente da altri, non sarai biasimato e non incorrerai in una occasione di sconfitta. Hai parlato come dovevi parlare. Hai parlato secondo il Dhamma, esponendo il Dhamma in conformità al Dhamma. Perché? Rādha, si intraprende la vita santa sotto il Tathāgata allo scopo di abbandonare la preoccupazione, il dolore, l’afflizione e la sofferenza relativi alla forma corporea. Si intraprende la vita santa sotto il Tathāgata allo scopo di abbandonare la preoccupazione, il dolore, l’afflizione e la sofferenza relativi alla sensazione … alla percezione … alle formazioni … alla coscienza.»
Quando il Benedetto ebbe pronunciato questo discorso, udendo ciò che il Benedetto aveva detto, il monaco Rādha fu lieto e lo ricevette con rispetto.
Traduzione in inglese dalla versione cinese di Bhikkhu Anālayo, originariamente pubblicato in ‘On the Five Aggregates (5) – A Translation of Saṁyukta-āgama Discourses 103 to 110’, Dharma Drum Journal of Buddhist Studies, 2014, vol. 15 pp. 1–64. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
Testo: Saṃyukta Āgama (Canone Cinese)