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慚愧 MA 46: Coscienza e Modestia (2)

Così ho udito. Una volta, il Buddha si recò nel paese di Śrāvastī e soggiornò nel Parco di Anāthapiṇḍada, nel Boschetto di Jeta.

Fu allora che il Venerabile Śāriputra si rivolse ai monaci: “Venerabili, se un monaco non ha coscienza né modestia, ciò è dannoso per l’affetto e il rispetto. Se non ha affetto né rispetto, ciò è dannoso per la fede. Se non ha fede, ciò è dannoso per il retto pensiero. Se non ha retto pensiero, ciò è dannoso per la retta consapevolezza e la retta conoscenza. Se non ha retta consapevolezza e retta conoscenza, ciò è dannoso per la custodia delle sue facoltà … la custodia dei precetti … il non avere rimpianti … la letizia … la gioia … la calma … la felicità … la samādhi … la retta visione e la retta conoscenza … il disincanto … l’assenza di desiderio … la liberazione. Se non ha la liberazione, ciò è dannoso per il nirvāṇa.

“Venerabili, è come un albero che ha la corteccia esterna danneggiata. Allora la corteccia interna non si forma. Quando la corteccia interna non si forma, allora i rami … il tronco … il midollo … i nodi … i ramoscelli … le foglie … i fiori … i frutti non si formano.

“Venerabili, dovete sapere che un monaco è simile. Se non ha coscienza né modestia, ciò è dannoso per l’affetto e il rispetto. Se non ha affetto né rispetto, ciò è dannoso per la fede. Se non ha fede, ciò è dannoso per il retto pensiero. Se non ha retto pensiero, ciò è dannoso per la retta consapevolezza e la retta conoscenza. Se non ha retta consapevolezza e retta conoscenza, ciò è dannoso per la custodia delle sue facoltà … la custodia dei precetti … il non avere rimpianti … la letizia … la gioia … la calma … la felicità … la samādhi … la retta visione e la retta conoscenza … il disincanto … l’assenza di desiderio … la liberazione. Se non ha la liberazione, ciò è dannoso per il nirvāṇa.

“Venerabili, se un monaco ha coscienza e modestia, coltiva prontamente l’affetto e il rispetto. Se ha affetto e rispetto, coltiva prontamente la fede. Se ha fede, coltiva prontamente il retto pensiero. Se ha retto pensiero, coltiva prontamente la retta consapevolezza e la retta conoscenza. Se ha retta consapevolezza e retta conoscenza, coltiva prontamente la custodia delle sue facoltà … la custodia dei precetti … il non avere rimpianti … la letizia … la gioia … la calma … la felicità … la samādhi … la retta visione e la retta conoscenza … il disincanto … l’assenza di desiderio … la liberazione. Se ha la liberazione, coltiva prontamente il nirvāṇa.

“Venerabili, è come un albero che non ha la corteccia esterna danneggiata. Allora la corteccia interna si formerà. Quando la corteccia interna si forma, allora i rami … il tronco … il midollo … i nodi … i ramoscelli … le foglie … i fiori … i frutti si formeranno.

“Venerabili, dovete sapere che un monaco è simile. Se ha coscienza e modestia, coltiva prontamente l’affetto e il rispetto. Se ha affetto e rispetto, coltiva prontamente la fede. Se ha fede, coltiva prontamente il retto pensiero. Se ha retto pensiero, coltiva prontamente la retta consapevolezza e la retta conoscenza. Se ha retta consapevolezza e retta conoscenza, coltiva prontamente la custodia delle sue facoltà … la custodia dei precetti … il non avere rimpianti … la letizia … la gioia … la calma … la felicità … la samādhi … la retta visione e la retta conoscenza … il disincanto … l’assenza di desiderio … la liberazione. Se ha la liberazione, coltiva prontamente il nirvāṇa.”

Il Venerabile Śāriputra così parlò. Quei monaci che udirono ciò che il Venerabile Śāriputra insegnò si rallegrarono e approvarono.

Traduzione in inglese dalla versione cinese del Madhyama Āgama di Charles Patton. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

Testo: Madhyama Āgama (Canone Cinese)