Per il testo sorgente, cfr. T125.2.552c25-3a3. Questo sutra corrisponde ad AN 1.298.
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Così ho udito: una volta, il Buddha soggiornava nel parco di Anāthapiṇḍada, nel boschetto di Jeta a Śrāvastī.
Fu allora che il Bhagavān si rivolse ai monaci: “Bisogna coltivare una cosa e diffondere una cosa. Allora, otterranno la conoscenza spirituale, dissiperanno le loro idee confuse, conseguiranno i frutti dell’asceta e realizzeranno il nirvāṇa da sé stessi. Qual è questa cosa? È chiamata la contemplazione del Saṅgha. Bisogna coltivarla e ampiamente diffonderla. Allora, otterranno la conoscenza spirituale, dissiperanno le loro idee confuse, conseguiranno i frutti dell’asceta e realizzeranno il nirvāṇa da sé stessi.
“Pertanto, monaci, dovreste coltivare questa cosa e ampiamente diffondere questa cosa. Così, monaci, dovreste esercitarvi.”
Quando i monaci udirono l’insegnamento del Buddha, ne gioirono e lo approvarono.
Traduzione in inglese dalla versione cinese dell’Ekottarika Āgama di Charles Patton. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
Testo: Ekottarika Āgama