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弟子品六 EA 4.6: [Sui] Discepoli (6)

Il Beato proseguì: «Tra i miei discepoli, il monaco la cui virtù è abbondante e perfetta, e che in ogni circostanza non manca di nulla, è il monaco Śivaka. Colui che possiede pienamente i metodi e le qualità del cammino spirituale, è il monaco Upasena Vāgandaputta (figlio di Vāgandā). Colui che parla in modo armonioso e gentile, senza mai offendere gli altri, è il monaco Bhadrasena. Colui che pratica la meditazione sul respiro (ānāpāna) e contempla l’impurità del corpo, è il monaco Mahākātyāyana. Colui che considera l’io come impermanente e la cui mente è priva di concezioni, è il monaco Uttara. Colui che sa intrattenere con discorsi di vario genere, rallegrando e illuminando la mente, è il monaco Kumāra-Kāśyapa. Colui che indossa vesti logore e rozze senza provarne vergogna, è il monaco Mukha-rāja. Colui che non infrange i precetti e recita i testi con instancabile diligenza, è il monaco Rāhula. Colui che, grazie al potere dei piedi sovrannaturali, sa rendersi invisibile, è il monaco Panthaka. Colui che sa trasformare il proprio corpo in molteplici forme, operando svariate metamorfosi, è il monaco Kṣudra-Panthaka.»

Śivaka, Upasena, Bhadrasena, Mahākātyāyana,
Uttara, Kumāra-Kāśyapa, Rāhula,
e i due Panthaka.

Traduzione di Dharmanandi (dell’antico stato di Fu Qin), riveduta e curata da Gautama Saṃghadeva nel 397–398 d.C.(CBETA, Taishō Tripiṭaka, Vol. 2, Sūtra n. 125). Tradotto dal cinese in italiano con l’IA.

Testo: Ekottarika Āgama