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弟子品八 EA 4.8: [Sui] Discepoli (8)

Il Beato proseguì: «Tra i miei discepoli, il monaco che possiede una natura di acute facoltà e una saggezza profonda e vasta, è il monaco Aṅgulimāla. Colui che sa soggiogare gli dèi maligni (Māra) e le dottrine eretiche, è il monaco Saṃghamā. Colui che entra nella concentrazione dell’acqua senza trovare difficoltà, è il monaco Citra-Śāriputra. Colui che possiede ampia conoscenza ed è rispettato e stimato dalle persone, è anch’egli il monaco Citra-Śāriputra. Colui che entra nella concentrazione del fuoco, illuminando con il suo splendore le dieci direzioni, è il monaco Svāgata. Colui che sa soggiogare i nāga e indurli a venerare i Tre Gioielli (Buddha, Dharma, Saṅgha), è il monaco Nārada. Colui che sottomette gli spiriti e i fantasmi, trasformandoli dal male al bene, è il monaco Gavāṃpati. Colui che sottomette i gandharva e li spinge a praticare assiduamente il bene, è il monaco Vairocana. Colui che gioisce costantemente nella concentrazione del vuoto (śūnyatā) e sa distinguere il significato del vuoto, è il monaco Subhūti. Colui che ha la propria mente rivolta alla vacuità e alla quiete, con una virtù sottile e meravigliosa, è anch’egli il monaco Subhūti. Colui che pratica la concentrazione senza concezioni (asaṃjñā-samādhi) e rimuove ogni pensiero discorsivo, è il monaco Kṛṣṇamaitrī. Colui che entra nella concentrazione senza desideri (apraṇihita-samādhi) e la cui mente non si agita, è il monaco Jvālā.»

Aṅgulimāla, Saṃghamā, Citra, Svāgata, Nārada,
Gavāṃpati, Vairocana, Subhūti, Kṛṣṇamaitrī e Jvālā.

Traduzione di Dharmanandi (dell’antico stato di Fu Qin), riveduta e curata da Gautama Saṃghadeva nel 397–398 d.C.(CBETA, Taishō Tripiṭaka, Vol. 2, Sūtra n. 125). Tradotto dal cinese in italiano con l’IA.

Testo: Ekottarika Āgama