Il Beato proseguì: «Tra i miei discepoli, il monaco che entra nella concentrazione della benevolenza (maitrī-samādhi) e la cui mente è priva di ira e risentimento, è il monaco Brahmadeva. Colui che entra nella concentrazione della compassione (karuṇā-samādhi) e realizza pienamente la propria pratica fondamentale, è il monaco Susīma. Colui che ha conseguito la virtù della gioia (muditā) e non ha pensieri molteplici e frammentari, è il monaco Samidha. Colui che costantemente protegge la propria mente e non la abbandona mai, è il monaco Udapāka. Colui che pratica la concentrazione della fiamma ardente (jvālā-samādhi) e da essa non si allontana mai, è il monaco Dharmika. Colui che parla in modo ruvido e grossolano, senza riguardo per i nobili e i rispettabili, è il monaco Pārāśarya. Colui che entra nella concentrazione della luce dorata (suvarṇa-prabha-samādhi), è anch’egli il monaco Pārāśarya. Colui che entra nella concentrazione del diamante (vajra-samādhi), che nulla può spezzare o ostacolare, è il monaco Abhaya. Colui le cui parole sono decise e risolute, e che non prova mai timidezza o debolezza, è il monaco Sunida. Colui che gioisce sempre nella quiete e nella silenziosità, e la cui mente non cade nella confusione, è il monaco Dharmaka. Colui la cui dottrina è invincibile e che non può mai essere sconfitto, è il monaco Sūrata.»
Brahmadeva, Susīma, Samidha, Udapāka, Dharmika,
Pārāśarya, Abhaya, Sunida, Dharmaka e Sūrata.
Traduzione di Dharmanandi (dell’antico stato di Fu Qin), riveduta e curata da Gautama Saṃghadeva nel 397–398 d.C.(CBETA, Taishō Tripiṭaka, Vol. 2, Sūtra n. 125). Tradotto dal cinese in italiano con l’IA.
Testo: Ekottarika Āgama