Il Beato proseguì: «Tra i miei discepoli, il monaco che comprende perfettamente le costellazioni e i pianeti e predice l’auspicio e il presagio, è il monaco Nāgabala. Colui che gioisce costantemente nella concentrazione e si nutre della beatitudine della meditazione (dhyāna-pīti), è il monaco Vasiṣṭha. Colui che si nutre sempre di gioia, è il monaco Suyaśas. Colui che pratica costantemente la pazienza (kṣānti), senza mai reagire di fronte alle avversità, è il monaco Pūrṇa-bhānu. Colui che si esercita nella concentrazione della luce solare (sūrya-prabha-samādhi), è il monaco Mihira. Colui che conosce perfettamente l’aritmetica e i metodi di calcolo senza commettere errori, è il monaco Nigrodha. Colui che distingue le saggezze (o le conoscenze) in modo equanime e non le dimentica mai, è il monaco Mṛga-śīrṣa. Colui che ha conseguito la concentrazione del fulmine (vidyut-samādhi) e non prova timore, è il monaco Pṛthivī. Colui che osserva e comprende l’origine del corpo, è il monaco Śīrṣa. Colui che, per ultimo, consegue la realizzazione e ottiene l’estinzione delle passioni (āsravakṣaya), è il monaco Subhadra.»
Nāgabala, Vasiṣṭha, Suyaśas, Pūrṇa-bhānu, Mihira,
Nigrodha, Mṛga-śīrṣa, Pṛthivī, Śīrṣa,
e Subhadra, che è l’ultimo [in questa lista].
Traduzione di Dharmanandi (dell’antico stato di Fu Qin), riveduta e curata da Gautama Saṃghadeva nel 397–398 d.C.(CBETA, Taishō Tripiṭaka, Vol. 2, Sūtra n. 125). Tradotto dal cinese in italiano con l’IA.
Testo: Ekottarika Āgama