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婆羅門 SA 53: Il brāhmaṇo

Così ho udito. Un tempo, il Buddha, pellegrinando nel paese del Kosala, soggiornava nel bosco di Siṃsapā, a nord del villaggio di Sāla.

In quel momento, un brāhmaṇo, capo del villaggio, di nobile famiglia, udì: «L’asceta Gotama, discendente del nobile clan dei Śākya, dopo aver rasato i capelli e la barba e aver indossato la veste color ocra, con retta fede ha abbandonato la vita domestica per intraprendere la vita santa e ha conseguito la suprema e perfetta illuminazione. Ora, pellegrinando nel paese di Kosala, soggiorna nel bosco di Siṃsapā, a nord del villaggio di Sāla.

«E quell’asceta Gotama è dotato di tale aspetto, nome e fama, di autentiche qualità, lodato da dèi e umani in tutte le direzioni. Egli è il Tathāgata, il Perfetto, il Compiutamente Risvegliato, dotato di conoscenza e condotta, il Conoscitore del mondo, l’Insuperabile, il Domatore degli uomini, il Maestro di dèi e umani, il Risvegliato, il Beato. Tra tutti gli dèi, i Māra, i brahmani e gli asceti, con la sua grande saggezza ha realizzato personalmente: “Esaurita è la nascita, vissuta è la vita santa, compiuto è il dovere, non vi sarà più altro essere in questo stato”.

«Egli insegna il Dharma per il bene del mondo: all’inizio, nel mezzo e alla fine è benefico, di significato e di sapore eccellenti, completamente puro e perfetto, e proclama la vita santa pura e immacolata. È degno di essere visto! È degno di essere visitato! È degno di essere onorato e riverito!».

Fatto questo pensiero, preparò immediatamente il suo seguito, e, prendendo una ciotola d’oro, un bastone e un parasole, si recò alla presenza del Buddha. Giunto all’ingresso del bosco, scese dal veicolo e proseguì a piedi fino al luogo dove soggiornava il Beato. Dopo averlo riverentemente salutato e chiesto del suo benessere, si sedette a un lato e disse al Beato: «Asceta Gotama, qual è il vostro insegnamento? Qual è la vostra dottrina?»

Il Buddha rispose al brāhmaṇa: «Io insegno le cause e parlo delle cause».

Il brāhmaṇo chiese: «In che modo insegnate le cause e in che modo parlate delle cause?»

Il Buddha rispose al brāhmaṇo: «Vi sono cause e condizioni per l’accumularsi del mondo, e cause e condizioni per il sorgere del mondo; vi sono cause e condizioni per la cessazione del mondo, e cause e condizioni per l’estinguersi del mondo».

Il brāhmaṇo chiese al Buddha: «Beato, come vi sono cause e condizioni per l’accumularsi del mondo e per il suo sorgere?»

Il Buddha rispose al brāhmaṇo: «L’uomo comune, ignorante e privo di istruzione, non conosce come realmente è la forma, la sua origine, la sua cessazione, il suo piacere, il suo pericolo e il suo abbandono. Non conoscendola realmente, si compiace della forma, la loda e vi dimora con mente avida e attaccata. Poiché si compiace della forma, sorge l’attaccamento; dall’attaccamento dipende il divenire; dal divenire dipende la nascita; dalla nascita dipendono la vecchiaia, la morte, il dolore, la lamentazione, l’afflizione e la sofferenza: così ha origine questa grande massa di sofferenza.

«Così anche per la sensazione, la percezione, le formazioni mentali e la coscienza. Brāhmaṇo, questo è ciò che si chiama “vi sono cause e condizioni per l’accumularsi del mondo e per il suo sorgere”.»

Il brāhmaṇo chiese al Buddha: «Come vi sono cause e condizioni per la cessazione del mondo e per il suo estinguersi?»

Il Buddha rispose al brāhmaṇo: «Il nobile discepolo, dotato di profonda conoscenza, conosce come realmente è la forma, la sua origine, la sua cessazione, il suo piacere, il suo pericolo e il suo abbandono. Conoscendola realmente, non si compiace della forma, non la loda, non vi si attacca e non vi dimora. Poiché non si compiace e non vi dimora, l’attaccamento alla forma si estingue; con l’estinguersi dell’attaccamento si estingue il divenire; con l’estinguersi del divenire si estingue la nascita; con l’estinguersi della nascita si estinguono la vecchiaia, la morte, il dolore, la lamentazione, l’afflizione e la sofferenza.

«Così anche per la sensazione, la percezione, le formazioni mentali e la coscienza. Brāhmaṇo, questo è ciò che si chiama “vi sono cause e condizioni per la cessazione del mondo e per il suo estinguersi”.

«Brāhmaṇo, questo è ciò che si intende per “insegnare le cause” e “parlare delle cause”.»

Il brāhmaṇo disse al Buddha: «Gotama, così insegnate le cause e così parlate delle cause. Ma le faccende del mondo sono molte; ora chiedo il permesso di congedarmi».

Il Buddha rispose al brāhmaṇo: «Sappi che è il momento opportuno».

Dopo che il Buddha ebbe pronunciato questo sutra, il brāhmaṇo, udito l’insegnamento, si rallegrò e ne approvò il contenuto; quindi, dopo aver reso omaggio Buddha, si congedò e se ne andò.

Il testo si basa sull’edizione Taishō del Canone Cinese. Tradotto dal cinese in italiano con l’IA.

TestoSaṃyukta Āgama (Canone Cinese)