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善說法 SA 26: Discorso sull’insegnare bene il Dharma

Così ho udito. Un tempo il Buddha soggiornava a Sāvatthī, nel Bosco di Jeta, nel Parco di Anāthapiṇḍika. In quella circostanza, un monaco si recò dal Buddha, gli rese omaggio e si ritirò da un lato. Disse al Buddha: “Il Beato ha parlato dell’essere un maestro del Dharma: come si è considerati un maestro del Dharma?”

Il Buddha disse al monaco: “Bene. Ora desideri conoscere il significato di ciò che il Tathāgata ha dichiarato riguardo al maestro del Dharma. È così?” Il monaco disse al Buddha: “Sì, Beato.”

Il Buddha disse al monaco: “Ascolta e presta attenzione con cura a ciò che ti dirò.” Il Buddha disse al monaco: “Se insegnando riguardo alla forma corporea sorge il disincanto, ci si libera dal desiderio per la forma corporea e vi è cessazione e uno stato di pace, questo è considerato essere un maestro del Dharma. Se insegnando riguardo alla sensazione… alla percezione… alle formazioni mentali… alla coscienza sorge il disincanto, ci si libera dal desiderio per la coscienza e vi è cessazione e uno stato di pace, questo è considerato essere un maestro del Dharma. Questo è ciò che il Tathāgata dichiara essere un maestro del Dharma.”

Allora quel monaco, udendo ciò che il Buddha aveva detto, fu colmo di gioia, rese omaggio e si ritirò.

Traduzione in Inglese dalla versione cinese di Bhikkhu Anālayo, On the Five Aggregates (1) – A Translation of Saṃyukta-āgama Discourses 1 to 32. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoSaṃyukta Āgama (Canone Cinese)