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劫波所問 SA 22: Discorso sulla domanda di Kappa

Così ho udito. Un tempo il Buddha soggiornava a Sāvatthī, nel Bosco di Jeta, nel Parco di Anāthapiṇḍika. In quella circostanza, un monaco di nome Kappa si recò dal Buddha, gli rese omaggio e si ritirò da un lato, poi disse al Buddha: “Il Beato ha parlato della mente del monaco che consegue la piena liberazione. Beato, come fa la mente di un monaco a conseguire la piena liberazione?”

In quel momento, il Beato disse a quel monaco: “Bene, che tu sia in grado di chiedere al Tathāgata riguardo alla piena liberazione della mente. Bene, Kappa. Ascolta e presta attenzione con cura a ciò che ti dirò.
“Kappa, dovresti contemplare con discernimento che qualunque forma corporea, sia passata, futura o presente, interna o esterna, grossolana o sottile, eccellente o ripugnante, lontana o vicina — tutta la forma corporea, ogni sua manifestazione, è impermanente. Avendola rettamente contemplata come impermanente, abbandonerai la brama per la forma corporea. Avendo abbandonato la brama per la forma corporea, la tua mente sarà pienamente liberata.

“Allo stesso modo, contemplando qualunque sensazione… percezione… formazioni mentali… coscienza, sia passata, futura o presente, interna o esterna, grossolana o sottile, eccellente o ripugnante, lontana o vicina — tutta la coscienza, ogni sua manifestazione, è impermanente. Avendola rettamente contemplata come impermanente, abbandonerai la brama per la coscienza. Avendo abbandonato la brama per la coscienza, io dico, la tua mente sarà pienamente liberata.

“Kappa, un monaco che in questo modo ha pienamente liberato la mente è considerato dal Tathāgata come uno che ha la mente ben liberata. Perché? Perché ha estirpato brama e desiderio. Colui che ha estirpato brama e desiderio è considerato dal Tathāgata come uno che ha la mente ben liberata.”

Allora, avendo udito ciò che il Buddha aveva detto, la mente del monaco Kappa ne fu grandemente rallegrata. Egli rese omaggio al Buddha e si ritirò. In quel momento, il monaco Kappa, dopo aver ricevuto gli insegnamenti del Buddha, meditando su di essi da solo e in un luogo tranquillo con diligenza e dimorando senza negligenza… fino a… egli stesso seppe che non ci sarebbe stata più alcuna esistenza futura. Avendo pienamente liberato la mente, divenne un arahant.

Traduzione in Inglese dalla versione cinese di Bhikkhu Anālayo, On the Five Aggregates (1) – A Translation of Saṃyukta-āgama Discourses 1 to 32. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoSaṃyukta Āgama (Canone Cinese)