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優波迦 SA 90: Upaka (2)

Così ho udito. Un tempo, il Buddha soggiornava nella città di Śrāvastī, nel bosco di Jeta, nel parco donato da Anāthapiṇḍada. (Il racconto procede come i sutra precedenti. La differenza consiste nei seguenti versi aggiuntivi:)

“Non condizionato, senza difficoltà,
puro nel momento del grande sacrificio,
agendo secondo il Dharma, seguendo rettamente,
protegge e custodisce le vite pure.

Il suo profumo pervade il mondo,
supera ogni volgare ordinarietà;
il Buddha loda questo sacrificio,
eccellente tra i sacrifici, egli lo esalta.

Donare con generosità, offrire con riverenza,
il sacrificio secondo ciò che è dovuto,
con fede pura e offerta equanime,
campo di merito per coloro che vivono castamente.

Colui che compie tale offerta,
offre al campo degli Arhat;
un’offerta così vasta e grande,
è lodata dagli dèi.

Con rispetto invita personalmente,
con le proprie mani offre e dona,
per il bene proprio e altrui,
il sacrificio produce grandi frutti.

Il saggio che così offre,
con fede pura e mente libera,
rinascerà in quel mondo senza colpa,
la terra dove i saggi dimorano.”

Terminato questo discorso, il bramino Upaka, udito quanto detto dal Buddha, lieto e soddisfatto, si inchinò con riverenza e se ne andò.

Il testo si basa sull’edizione Taishō del Canone Cinese. Tradotto dal cinese in italiano con l’IA.

TestoSaṃyukta Āgama (Canone Cinese)