Così ho udito: una volta, il Buddha soggiornava al Parco di Anāthapiṇḍada, nel Boschetto di Jeta, a Śrāvastī.
In quel tempo, il Bhagavān si rivolse ai monaci dicendo: «Quando una persona appare nel mondo, una luce risplende sia sugli dèi che sugli esseri umani, ed essi allora credono nei precetti, nell’apprendimento, nella generosità e nella saggezza. È come la luce della luna piena d’autunno, che è immacolata e illumina ogni cosa. Allo stesso modo, quando il Tathāgata, l’Arhat, il Perfettamente e Completamente Risvegliato appare nel mondo e risplende sugli dèi e sugli esseri umani, essi credono nei precetti, nell’apprendimento, nella generosità e nella saggezza. Egli è come la luna piena che illumina ogni cosa.
«Pertanto, monaci, siate riverenti alla presenza del Tathāgata. Così, monaci, dovete esercitarvi.»
Quando i monaci udirono ciò che il Buddha insegnò, gioirono e approvarono.
Traduzione in inglese dalla versione cinese dell’Ekottarika Āgama di Charles Patton. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
Testo: Ekottarika Āgama