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佛陀 SA 100: Buddha

Così ho udito. Una volta, il Buddha soggiornava a Savatthi, nel bosco di Jeta, nel parco di Anathapindika.

In quel tempo, un bramino si recò dal Buddha. Dopo essersi scambiati saluti e cortesie, si sedette a lato e disse al Buddha: “Gotama, si parla del ‘Buddha’. Che cosa significa essere un Buddha? È un nome dato dai genitori? O è un nome dato dai bramini?” E il bramino recitò questa stanza:

Il Buddha vede il mondo passato, così come vede il futuro,
E vede anche il presente: l’origine e la cessazione di tutte le formazioni mentali (saṅkhārā).
Egli, il saggio, conosce e comprende: ciò che doveva essere coltivato è stato coltivato,
Ciò che doveva essere abbandonato è stato interamente abbandonato; per questo è chiamato Buddha.

Attraverso eoni ha cercato e scelto, [vedendo] solo sofferenza senza gioia duratura,
Tutto ciò che nasce si dissolve; ha abbandonato e calmato la polvere delle contaminazioni,
Ha estirpato alla radice le spine dei legami (le tendenze latenti) e, essendo perfettamente 
risvegliato, è chiamato Buddha.”

Il testo si basa sull’edizione Taishō del Canone Cinese. Tradotto dal cinese in italiano con l’IA.

TestoSaṃyukta Āgama (Canone Cinese)