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不乘 SA 60: Discorso sul non dilettarsi

Così ho udito. Un tempo, il Buddha soggiornava a Sāvatthī, nel Bosco di Jeta, nel Parco di Anāthapiṇḍada.

In quel momento, il Beato si rivolse ai monaci e disse: «Vi sono cinque aggregati dell’attaccamento. Quali cinque? Essi sono l’aggregato dell’attaccamento alla forma corporea … l’aggregato dell’attaccamento alla sensazione … alla percezione … alle formazioni mentali … alla coscienza.

«Sarebbe bene, monaci, che non vi dilettiate nella forma corporea, che non lodiate la forma corporea, che non vi aggrappiate alla forma corporea, che non vi sia attaccamento alla forma corporea. Sarebbe bene, monaci, che non vi dilettiate nella sensazione … nella percezione … nelle formazioni mentali … nella coscienza, che non lodiate la coscienza, che non vi aggrappiate alla coscienza, che non vi sia attaccamento alla coscienza. Perché?

«Se un monaco non si diletta nella forma corporea, non loda la forma corporea, non si aggrappa alla forma corporea, non si attacca alla forma corporea, allora, non dilettandosi nella forma corporea, la sua mente consegue la liberazione. Allo stesso modo, se non si diletta nella sensazione … nella percezione … nelle formazioni mentali … se non si diletta nella coscienza, non loda la coscienza, non si aggrappa alla coscienza, non si attacca alla coscienza, allora, non dilettandosi nella coscienza, la sua mente consegue la liberazione.

«Se un monaco non si diletta nella forma corporea e la sua mente ha conseguito la liberazione … allo stesso modo, se non si diletta nella sensazione … nella percezione … nelle formazioni mentali … nella coscienza e la sua mente ha conseguito la liberazione, per lui non vi è ne più perire né più rinascere; egli dimora saldo nell’equanimità equilibrata, con retta consapevolezza e retta conoscenza.

«Quel monaco che comprende in questo modo e vede in questo modo ha estirpato per sempre, senza residuo, la visione del passato. Avendo estirpato per sempre, senza residuo, la visione del passato, ha anche estirpato per sempre, senza residuo, la visione del futuro. Avendo estirpato per sempre, senza residuo, la visione del futuro, ha anche estirpato per sempre, senza residuo, la visione del presente e non è più attaccato a nulla.

«Colui che non è attaccato a nulla non si aggrappa a nulla in tutto il mondo. Colui che non si aggrappa a nulla non cerca nulla. Colui che non cerca nulla realizza personalmente il Nibbāna, sapendo: “La nascita per me è stata estirpata, la vita santa è stata condotta, ciò che doveva essere fatto è stato fatto, io stesso so che non vi sarà più alcuna esistenza futura”.»

Quando il Buddha ebbe pronunciato questo discorso, i monaci, udendo ciò che il Buddha aveva detto, si rallegrarono e lo accolsero con rispetto.

Traduzione in Inglese dalla versione cinese di Bhikkhu Anālayo, On the Five Aggregates (1) – A Translation of Saṃyukta-āgama Discourses 1 to 32. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoSaṃyukta Āgama (Canone Cinese)