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三密離提 SA 29: Discorso su Samiddhi che chiede come parlare come maestro del Dharma

Così ho udito. Un tempo il Buddha soggiornava a Sāvatthī, nel Bosco di Jeta, nel Parco di Anāthapiṇḍika. In quella circostanza, un monaco di nome Samiddhi si recò dal Buddha, gli rese omaggio e si ritirò da un lato. Disse al Buddha: “Il Beato ha parlato del parlare come maestro del Dharma: come si è considerati come colui che parla come maestro del Dharma?”

Il Buddha disse al monaco: “Ora desideri conoscere il significato del parlare come maestro del Dharma. È così?” Il monaco disse al Buddha: “Sì, Beato.”

Il Buddha disse al monaco: “Ascolta e presta attenzione con cura a ciò che ti dirò. Se un monaco parla del disincanto riguardo alla forma corporea, dell’essere liberi dal desiderio per essa, della sua cessazione, questo è considerato parlare come maestro del Dharma. Allo stesso modo, parlare del disincanto riguardo alla sensazione… alla percezione… alle formazioni mentali… alla coscienza, dell’essere liberi dal desiderio per essa, della sua cessazione, questo è considerato parlare come maestro del Dharma.”

Allora quel monaco, udendo ciò che il Buddha aveva detto, fu colmo di gioia, rese omaggio e si ritirò.

Traduzione in Inglese dalla versione cinese di Bhikkhu Anālayo, On the Five Aggregates (1) – A Translation of Saṃyukta-āgama Discourses 1 to 32. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoSaṃyukta Āgama (Canone Cinese)