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三世陰世食 SA 46: Nutrimento Mondano

Così ho udito. Una volta, il Buddha soggiornava nel Parco di Anāthapiṇḍada, nel Bosco di Jeta, a Śrāvastī.

In quel momento, il Bhagavān si rivolse ai monaci: «Vi sono cinque aggregati dell’acquisizione. Quali cinque? L’aggregato dell’acquisizione della forma … della sensazione … della percezione … della volizione … l’aggregato dell’acquisizione della coscienza. Supponiamo che asceti o bramini, mediante la conoscenza delle vite passate, ricordino le loro varie esistenze precedenti. Quella coscienza passata, futura o presente [che viene ricordata] è tutta costituita da questi cinque aggregati dell’acquisizione. Riguardo a quella coscienza passata, futura o presente, [essi pensano]: “Nel mio passato, la mia forma era così, la mia sensazione era così, la mia percezione era così, la mia volizione era così, e la mia coscienza era così”.

«Se qualcosa è resistente e divisibile, viene chiamato aggregato dell’acquisizione della forma. Quando qualcosa resiste al contatto con la mano, con una pietra, un bastone, una lama, il freddo, il caldo, la sete, la fame, gli insetti mordaci, i serpenti velenosi, il vento o la pioggia, questo viene chiamato contatto resistente. Pertanto, ciò che è resistente è l’aggregato dell’acquisizione della forma. Inoltre, questo aggregato dell’acquisizione della forma è impermanente, doloroso e soggetto a mutamento.

«Gli aspetti della sensazione costituiscono l’aggregato dell’acquisizione della sensazione. Che cosa viene sentito? Il dolore viene sentito, il piacere viene sentito, e ciò che non è né doloroso né piacevole viene sentito; perciò chiamiamo questi aspetti della sensazione aggregato dell’acquisizione della sensazione. Inoltre, questo aggregato dell’acquisizione della sensazione è impermanente, doloroso e soggetto a mutamento.

«Le percezioni sono l’aggregato dell’acquisizione della percezione. Che cosa viene percepito? Il concetto di “pochi”, il concetto di “molti”, il concetto di “smisurato”, e il nulla assoluto crea il concetto di “nullità”; perciò sono chiamati aggregato dell’acquisizione della percezione. Inoltre, questo aggregato dell’acquisizione della percezione è impermanente, doloroso e soggetto a mutamento.

«La natura dell’agire è l’aggregato dell’acquisizione della volizione. Che cosa agisce? È l’agire della forma … della sensazione … della percezione … della volizione … dell’agire della coscienza; perciò la natura dell’agire è l’aggregato dell’acquisizione della volizione. Inoltre, questo aggregato dell’acquisizione della volizione è impermanente, doloroso e soggetto a mutamento.

«La natura del distinguere è l’aggregato dell’acquisizione della coscienza. Che cosa viene conosciuto? La forma viene conosciuta … il suono … l’odore … il sapore … il tatto … le idee vengono conosciute; perciò questo viene chiamato aggregato dell’acquisizione della coscienza. Inoltre, questo aggregato dell’acquisizione della coscienza è impermanente, doloroso e soggetto a mutamento.

«Monaci, i nobili discepoli ben istruiti praticano in questo modo riguardo a questo aggregato dell’acquisizione della forma: “La mia forma attuale, che è fatta di nutrimento, è come le forme che avevo nelle vite passate, anch’esse fatte di nutrimento. Esse erano come quella presente”. Inoltre, i discepoli pensano: “La mia forma attuale, fatta di nutrimento, sarà come le forme future che avrò se continuerò ad essere attaccato al piacere. Quelle forme fatte di nutrimento continueranno ad essere come questa presente”. Dopo aver compreso ciò, non guardano più indietro alla forma passata, non si attaccano al piacere della forma futura, e diventano disincantati riguardo alla forma presente. Se ne distaccano dal desiderio, lo estinguono e si dirigono verso la cessazione.

«I nobili discepoli praticano in questo modo riguardo a questo aggregato dell’acquisizione della sensazione … della percezione … della volizione … della coscienza: “La mia coscienza attuale, fatta di nutrimento, è come la coscienza passata fatta di nutrimento che avevo nelle vite precedenti. Esse erano come questa presente” … “La mia coscienza attuale, fatta di nutrimento, sarà come la mia coscienza futura se continuerò ad essere attaccato al piacere. Anche quella coscienza fatta di nutrimento sarà come questa presente”. Dopo aver compreso ciò, non guardano più indietro alla coscienza passata, non si attaccano al piacere della coscienza futura, e diventano disincantati riguardo alla coscienza presente. Se ne distaccano dal desiderio, lo estinguono e si dirigono verso la cessazione.

«Essi diminuiscono e non aumentano; retrocedono e non avanzano; cessano e non sono prodotti; vengono abbandonati e non acquisiti. Che cosa diminuisce e non aumenta? La forma diminuisce e non aumenta. La sensazione … la percezione … la volizione … la coscienza diminuiscono e non aumentano. Che cosa retrocede e non avanza? La forma retrocede e non avanza. La sensazione … la percezione … la volizione … la coscienza retrocedono e non avanzano. Che cosa cessa e non viene prodotta? La forma cessa e non viene prodotta. La sensazione … la percezione … la volizione … la coscienza cessano e non vengono prodotte. Che cosa viene abbandonato e non acquisito? La forma viene abbandonata e non acquisita. La sensazione … la percezione … la volizione … la coscienza vengono abbandonate e non acquisite.

«Diminuendo e non aumentando, dimorano in pace diminuendo. Retrocedendo e non avanzando, dimorano in pace retrocedendo. Cessando e non venendo prodotti, dimorano in pace cessando. Abbandonati e non acquisiti, non generano attaccamento. Dopo che questo discepolo non è più attaccato [agli aggregati], realizza da sé il Nibbāna: “Le mie nascite sono terminate, la vita religiosa è stata stabilita, e il compito è stato compiuto. Io stesso so di non essere soggetto a un’esistenza futura”».

Quando il Buddha pronunciò questo sutra, un gruppo di monaci non produsse più le contaminazioni, e le loro menti furono liberate.

Dopo che il Buddha ebbe pronunciato questo sutra, i monaci che ascoltarono l’insegnamento del Buddha gioirono e approvarono.

Verso riassuntivo

[149] Me stesso, [150] umile, [151] semi,
[152] Coinvolgimento, [153] cinque giri, [154] sette,
[155-156] Due sul legame e il risveglio,
[157] Aggregati dei tre tempi e [158] nutrimento mondano.

Traduzione in inglese dalla versione cinese Charles Patton. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoSaṃyukta Āgama (Canone Cinese)