UDANA 7.5
Aparalakundakabhaddiya Sutta
Il Ven. Bhaddiya
Traduzione in Inglese dalla versione Pâli
di
Dawsonne Melanchthon Strong
fonte: http://tipitaka.wikia.com/wiki/Udana
Tradotto in italiano da Enzo Alfano
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne
che a fini di lucro
Così ho sentito. In una certa occasione il Beato soggiornava presso
Savatthi, al boschetto di Jeta, al monastero di Anathapindika.
Ora a quel tempo il Ven. Bhaddiya il nano, seguendo passo passo un gran numero
di monaci, si recò dal Beato.
Quando il Beato vide il Ven. Bhaddiya il nano, avvicinarsi seguendo un gran
numero di monaci – brutto, inguardabile, storpio ed evitato dalla maggior
parte dei monaci – chiamò i monaci e disse: “Guardate,
monaci, quel monaco che da lontano si avvicina, brutto, inguardabile, storpio
ed evitato dalla maggior parte dei monaci.”
“Sì, Signore.”
“Quel monaco, monaci, è dotato di grande potere, di grande forza:
questa perfezione è difficilmente raggiunta dai monaci. Per ottenere
questa liberazione in questa stessa vita i nobili hanno abbandonato la loro
famiglia per l’ascetismo e, mediante questa suprema conoscenza, essi
hanno raggiunto ed ottenuto la suprema meta della vita santa.
Allora il Beato, in quella occasione, declamò questi solenni versi ispirati:
“Il carro continua ad avanzare con una ruota soltanto,
dal corpo puro e senza macchia:
guardatelo (questo miserabile nano) che si avvicina,
ha dominato la sofferenza, reciso la fonte della brama
e da solo si è liberato dai legami del desiderio dell’esistenza.”