Ud 3.10: Loka Sutta - (Osservare) Il mondo

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Thanissaro Bhikkhu.
PTS: Ud 32
Copyright © 1994 Thanissaro Bhikkhu.
Access to Insight edition © 1994
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne che a fini di lucro.

Così ho sentito. In una certa occasione il Beato - avendo appena realizzato il perfetto risveglio –– soggiornava ad Uruvela presso le rive del Fiume Nerañjara ai piedi dell'albero del risveglio ed era rimasto seduto in meditazione per sette giorni, sensibile alla beatitudine della liberazione. Alla fine dei sette giorni, dopo essere emerso da quella concentrazione, osservò il mondo con l’occhio del Risvegliato.

Così vide esseri viventi bruciati da molteplici febbri ed infiammati da fuochi di passione, odio ed ignoranza. Allora il Beato, in quella occasione, declamò questi solenni versi ispirati:

"Questo mondo brucia,
afflitto dal contatto,
dalla malattia di un ‘sé ‘.
Qualsiasi cosa costruisce
si tratta sempre di qualcos’altro.
Il divenire,
il mondo è
aggrappato al divenire
afflitto dal divenire
e trova ancora diletto
nel divenire.
Dove vi è diletto
c’è paura.
Ciò che si teme
è la sofferenza.
Questa vita santa è vissuta
per abbandonare il divenire.
Alcuni bramani o asceti affermano che la liberazione dal divenire avviene attraverso il divenire, ognuno di loro, io dico, non si è liberato dal divenire.
Altri affermano che la liberazione dal divenire avviene attraverso il non divenire, ognuno di loro, io dico, non si è liberato dal divenire.
Questa sofferenza nasce
in dipendenza da varie influenze.
Con la distruzione di ogni tipo di brama/attaccamento,
non nasce alcuna sofferenza.
Guarda questo mondo:
esseri, afflitti dall’ignoranza,
prigionieri
del piacere dell’esistenza.
Tutti i livelli del divenire,
ovunque,
in qualsiasi modo,
sono impermanenti, soggetti alla sofferenza e al cambiamento.
Vedendo ciò – come realmente è -
con la retta saggezza,
uno abbandona la brama per il divenire,
senza desiderare il non divenire.
Dalla distruzione completa della brama
vi è la cessazione senza resto:
la Liberazione ( il Nibbana).
Per un monaco illuminato,
senza brama / attaccamento,
non c’è nascita.
Egli ha sconfitto Mara,
vinto la battaglia.
Ha trasceso tutti i livelli di esistenza."