Therigatha 13.2

Rohini {vv. 271-290}

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli
di
Andrew Olendzki
PTS: vv. 271-290
Copyright © 2000 Andrew Olendzki
Access to Insight edition © 2000
fonte: www.accesstoinsight.org
Tradotto in italiano da Enzo Alfano
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne che a fini di lucro


[Il padre di Rohini:]
Vai a dormire dicendo,
“Asceti.”
Ti svegli,
“Asceti.”
Lodi soltanto
gli asceti.
Senza alcun dubbio
sarai un asceta.

Molto cibo e bevande
doni agli asceti.
Ora, Rohini, ti chiedo:
Perché ti sono così cari
gli asceti?
A loro non piace lavorare,
sono pigri,
vivono di elemosina,
sono colmi di brama,
desiderano ogni delizia:
Perché ti sono così cari
gli asceti?

[Rohini:]
Per molto tempo, padre,
mi hai posto domande
sugli asceti.
Ho sempre lodato
la loro conoscenza,
la loro virtù,
il loro comportamento davanti a te.

A loro piace lavorare,
non sono pigri.
Essi compiono il miglior lavoro:
abbandonano
passione e collera.
Perciò mi sono cari
gli asceti.

Sono liberati
dalle tre radici del male (avidità, avversione ed ignoranza)
compiendo azioni pure.
Tutto il male
hanno abbandonato.
Perciò mi sono cari
gli asceti.

Pure (sono) le loro azioni fisiche,
così le loro azioni verbali
e le loro azioni mentali:
Perciò mi sono cari
gli asceti.

Senza macchia, come perle,
puri interiormente ed esteriormente,
perfetti nelle loro limpide qualità:
Perciò mi sono cari
gli asceti.

Dotti nel Dramma,
nobili, nel vivere il Dramma,
insegnano la meta
ed il Dramma:
Perciò mi sono cari
gli asceti.

Errando, presenti mentalmente,
donando saggi consigli,
conoscono la fine
della sofferenza:
Perciò mi sono cari
gli asceti.

Quando lasciano un villaggio
non restano attaccati
a nessun bene.
Ammiro la loro libertà!
Perciò mi sono cari
gli asceti.

Non conservano in un granaio,
in un’ampolla,
o in una cesta.
Vanno a caccia (soltanto)
di ciò che è già cucinato:
Perciò mi sono cari
gli asceti.

Non possiedono argento,
oro
o danaro.
Vivono nell’istante presente:
Perciò mi sono cari
gli asceti.

Avendo scelto l’ascetismo
e lasciato diverse famiglie
e paesi,
si vogliono bene
fra di loro.
Perciò mi sono cari
gli asceti.

[Il padre di Rohini:]
Rohini, per il nostro beneficio
tu sei nata nella nostra famiglia.
Hai fede
nel Buddha e nel Dramma,
e forte rispetto
per il Sangha.

Tu veramente discerni
questo campo di meriti
eccelso.
Questi asceti riceveranno
le nostre offerte, inoltre,
prepareremo
un grande sacrificio.
[Rohini:]
Se avete paura del dolore,
se non vi piace soffrire,
prendete rifugio nel Buddha,
nel Dramma e nel Sangha.
Rispettate i precetti
che vi porteranno
molti benefici.
[Il padre di Rohini:]
Prendo rifugio nel Buddha,
prendo rifugio nel Dhamma e nel Sangha.
Rispetterò i precetti
che mi porteranno
molto beneficio.

Prima, ero un discendente di Brahma;
ora, realmente sono un bramano.
Possiedo la triplice conoscenza,
saggio e purificato.

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