Theri 10: Kisagotami Theri {vv. 213-223}

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Thanissaro Bhikkhu.
PTS: vv. 213-223
Copyright © 1995 Thanissaro Bhikkhu.
Access to Insight edition © 2006
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne che a fini di lucro.

Avendo amici ammirevoli
sono stata lodata dal Saggio
riguardo al mondo.
Frequentando un ammirevole amico
persino uno stolto
diventa saggio.
I saggi
dovrebbero essere frequentati.
Solo così si ottiene la conoscenza.
Frequentando i saggi
ci si libera dalla sofferenza e dal dolore,
si conosce la sofferenza,
la sua origine,
la sua cessazione e l'ottuplice sentiero:
le quattro nobili verità.

Sofferente, doloroso, è la condizione femminile:
così afferma il maestro dei maestri.
Essere moglie è doloroso.
Alcune donne vengono sgozzate
perchè danno la vita.
Altre, molto deboli,
vengono avvelenate.
A volte durante il parto
entrambi (madre e figlio) soffrono o muoiono.

Durante un viaggio
mio marito è morto,
ed io dovevo partorire.
Ho partorito in strada,
lontano da casa.
I miei due figli e mio marito
sono morti in strada
povera me!
Mia madre, mio padre e mio fratello
sono statti cremati su un'unica pira.

Tutta la tua famiglia è trapassata, infelice,
hai sofferto smisuratamente.
Le tue lacrime sono state versate
per migliaia di vite.

Poi ho visto,
la carne dei figli
divorata.

Senza famiglia,
disprezzata da tutti,
senza marito,
ho raggiunto l'Immortale.
Ho sviluppato questo sentiero,
nobile, ottuplice,
verso l'Immortale.
Avendo realizzato il Nibbana,
mi sono specchiata nel Dhamma.
Ho estratto la freccia,
deposto la zavorra,
adempiuto il compito.
Io, KisaGotami la monaca,
in cuor libero,
ho pronunciato queste parole.


Kisa Gotami è una delle storie più emozionanti della tradizione buddhista. Il Commentario afferma che quando il suo bambino morì, si rifiutò di crederlo morto. Dopo aver chiesto a molte persone—invano—una medicina per rianimarlo, fu mandata dal Buddha. Quando gli raccontò la sua storia, egli le offrì la medicina per il bambino, in cambio d un seme di senape—una spezie indiana —ottenuto da una famiglia dove non vi fossero morti. Andò di casa in casa chiedendo un seme di senape, e nessuno rifiutava di darglielo. Ma quando chiedeva se fosse morto qualcuno in famiglia, la risposta era sempre, "Oh, sì." Dopo un po', capì che la Morte è universale. Abbandonò il corpo del bambino in un ossario, e ritornata dal Buddha, chiese di essere ordinata monaca, e tempo dopo divenne un arahant.
I versi canonici associati al nome di Kisa Gotami, comunque raccontano una storia diversa, identica alla storia che il Commentario attribuisce a Patacara: incinta del suo secondo bambino, stava ritornando a casa dei suoi genitori, insieme a suo marito ed al figlio. Lungo la strada, scoppiò un forte temporale, echiese a suo marito di offrire un riparo per la famiglia. Nel tagliare l'erba e rami per costruire un riparo, un serpente lo morse e morì avvelenato. Senza riparo, e senza suo marito, Patacara partorì da sola e la mattina seguente trovò suo marito morto.
Turbata, decise di ritornare dai suoi genitori. Nell'attraversare un fiume in piena perse un figlio travolto dalla corrente, e l'altro lasciato a riva catturato da un falco. Sommersa dal dolore, Patacara ritornò dai suoi genitori, dove trovò ancora morte. A questo punto iniziò a vagare senza meta distrutta dal dolore e totalmente incosciente. Finchè incontrò ill Buddha e riprese a ragionare. Egli le insegnò il Dhamma, così fu ordinata e tempo dopo divenne un arahant.