Theragatha: Cap. 2 — Canti di due strofe

Theragatha 2.13: Heraññakani {vv. 145-46}

I giorni e le notti scorrono rapidamente
fino alla fine della nostra vita.
La vita dei mortali scivola via
— come l’acqua nei piccoli ruscelli.

Theragatha 2.16: Mahakala {vv. 151-152}

Questa donna nera
[nel preparare un cadavere per la cremazione]
— come un corvo, enorme —
dopo aver rotto una gamba e poi
l’altra,
dopo aver rotto un braccio e poi
l’altro,
frantumato la testa,
come un vaso di terracotta,
siede davanti a questo mucchio di ossa.

Chi, senza conoscenza,
produce aggregati
— lo stolto —
ritornerà ancora
alla sofferenza e al dolore.
Avendo ottenuto la conoscenza,
non produco aggregati.
Non sarà mai più
la mia testa frantumata.

Theragatha 2.24: Valliya {vv. 167-168}

Ciò che deve essere fatto
con saldo sforzo,
ciò che deve essere fatto
da colui che vuole ottenere il Risveglio,
lo farò.
Non fallirò.
Sforzo e perseveranza!

Mi hai mostrato il sentiero:
senza ostacoli,
per raggiungere l’Immortale.
Tramite la saggezza,
lo raggiungerò, lo conoscerò,
come la corrente dei fiumi,
il mare.

Theragatha 2.26: Punnamasa {vv. 171-172}

Dopo aver riposto i cinque ostacoli
così da raggiungere l’insuperata pausa
dal giogo,
dopo aver considerato il Dhamma come uno specchio
per conoscere e vedere me stesso,
ho meditato su questo corpo —
sul tutto,
su ciò che è interno e su ciò che è esterno,
sul mio sé e su quello degli altri.
Come è tutto vuoto e vacuo!

Theragatha 2.27: Nandaka {vv. 173-174}

Come un bel stallone purosangue
nell’inciampare, riprende l’equilibrio,
così la sensazione, incessantemente,
trascina il suo impavido
fardello.

Allo stesso modo, ricordati di me:
retto in visione,
un discepolo del Perfetto
Perfettamente Svegliato,
il bambino purosangue dell’Illuminato,
suo figlio.

Theragatha 2.30: Kanhadinna {vv. 179-180}

I saggi
hanno seguito
il Dhamma ripetutamente
ascoltato.
Dopo l’ascolto,
ho seguito il retto sentiero,
per raggiungere la riva dell’Immortale.

La sete per il divenire,
da me è stata uccisa,
nessun altro desiderio
può essere in me trovato.
Non era
né sarà
né in me si trova
adesso.

Theragatha 2.37: Sona Potiriyaputta {vv. 193-194}

Non è fatta per dormire,
la notte adornata
con le stelle dello zodiaco.
La notte, per colui che sa,
è fatta per rimanere svegli.

Se dovessi cadere dal mio elefante,
e mi dovesse calpestare,
sarebbe meglio perire in battaglia,
perché anche se, sconfitto,
sopravviverei.

Theragatha 2.46: Culaka {vv. 211-212}

I pavoni — con belle piume, splendide ali,
bel collo azzurro e bei visi,
esprimono — un bel richiamo con un bel suono.
Questa grande terra possiede piacevoli fiumi e piante;
Ci sono splendidi nubi nel cielo.

Meditando con un corpo ed una mente armoniosa,
è splendido seguire e praticare
gli insegnamenti del Buddha.
La più alta e sublime esperienza!
La più pura, la più sottile, la più difficile da vedere.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Thanissaro Bhikkhu (Theragatha 2.13 e 2.46 traduzione di Andrew Olendzki). Tradotto in italiano da Enzo Alfano.