BUONA DOMANDA, OTTIMA RISPOSTA
Venerabile S. Dhammika
Traduzione a cura di Enzo Alfano
Titolo originale: Buena Pregunta, Buena Respuesta
fonte: www.buddhanet.net
Per libera distribuzione.
2. I concetti buddhisti basilari
DOMANDA: Quali sono i principali insegnamenti del Buddha?
RISPOSTA: Tutti gli insegnamenti del Buddha si incentrano nelle Quattro Nobili
Verità come il cerchio di una ruota ed i suoi raggi aderiscono al centro
del disco. Sono chiamate "Quattro" perché sono quattro. Sono
chiamate "Nobili" perché esaltano ciò che li comprende
e sono chiamate "Verità" perché, rispetto alla realtà,
sono vere.
DOMANDA: Qual è la Prima Nobile Verità?
RISPOSTA: La Prima Nobile Verità è che la vita è sofferenza.
Per vivere, si deve soffrire. È impossibile vivere senza sperimentare
qualche tipo di sofferenza. Dobbiamo soffrire sofferenza fisica come malattia,
danno, esaurimento, vecchiaia ed eventualmente la morte e dobbiamo soffrire
sofferenza psicologica come solitudine, frustrazioni, paura, vergogna, delusione,
ira, etc.
DOMANDA: Non è un po' pessimista?
APPARTATA: Il dizionario definisce pessimismo come "l'abitudine di pensare
che tutto quello che accadrà sarà cattivo" o "La credenza
che il male sia più forte del bene". Il buddhismo non insegna
nessuna di queste idee. Né nega la felicità. Dice semplicemente
che vivere è sperimentare sofferenza fisica o psicologica, una verità
così reale da risultare ovvia e non può essere negata. Il concetto
centrale della maggioranza delle religioni è un mito, una credenza
che è impossibile verificare. Il buddhismo comincia con un'esperienza,
un fatto irrefutabile, un argomento su cui tutti sappiamo e tutti abbiamo
sperimentato e ci sforziamo di superare. In questo modo il buddhismo è
l'unica religione davvero universale perché va dritta al nucleo di
ciò che preoccupa ogni essere umano individuale: la sofferenza e come
evitarla.
DOMANDA: Qual è la Seconda Nobile Verità?
RISPOSTA: La Seconda Nobile Verità è che tutta la sofferenza
è causata dal desiderio. Quando osserviamo la sofferenza psicologica
è facile vedere come la causa sia il desiderio. Quando vogliamo qualcosa
ma siamo incapaci di averla, ci sentiamo frustrati. Quando speriamo che qualcuno
compia le nostre aspettative e non lo fa, ci sentiamo delusi e defraudati.
Quando desideriamo di piacere agli altri e gli altri non lo fanno, ci sentiamo
feriti. Ancora, quando vogliamo qualcosa che sta alla nostra portata, ciò
non porta alla felicità perché subito c'annoiamo con quell'oggetto,
perdiamo interesse ed incominciamo a volere un'altra cosa. Semplicemente,
la Seconda Nobile Verità dice che ottenere ciò che desideriamo
non garantisce felicità. Più che impegnarsi costantemente ad
avere ciò che si vuole, cerchiamo di cambiare il nostro desiderio.
Il desiderio ci priva della serenità e della felicità.
DOMANDA: Ma come il volere ed il desiderio veemente portano alla sofferenza
fisica?
RISPOSTA: Una vita intera a volere e a desiderare, schiavi della brama, crea
una poderosa energia che causa delle nuove rinascite. Quando rinasciamo abbiamo
un corpo, e come dicevamo prima, il corpo è suscettibile al danno e
alla malattia, può essere stanco, vecchio e con l'avanzare del tempo
muore. Pertanto, il desiderio porta alla sofferenza fisica poiché causa
una nuova rinascita.
DOMANDA: Va bene. Ma se smettessimo di volere del tutto non avremmo mai niente.
RISPOSTA: Ciò è vero. Ma il Buddha afferma che quando i nostri
desideri, il nostro attaccamento, la nostra continua insoddisfazione con ciò
che abbiamo e le nostre continue ansie sempre di più ci causano sofferenza,
perciò dovremmo fermarci. Egli ci chiede di porre una differenza tra
ciò che necessitiamo e ciò che vogliamo, quindi sforziamoci
per le nostre necessità e modifichiamo i nostri desideri. Egli ci dice
che le nostre necessità possono essere coperte ma ciò che desideriamo
non ha fine—un pozzo senza fondo. Ci sono necessità che sono
essenziali, fondamentali, che devono essere soddisfatte, e per loro dovremmo
lavorare. I desideri dovrebbero essere gradualmente ridotti. Dopo tutto, quale
è lo scopo della vita? Avere o essere contenti e felici?
DOMANDA: Ha parlato di rinascita, ma vi è un prova evidente?
RISPOSTA: C'è un'ampia evidenza, ma lo vedremo in dettaglio più
avanti.
DOMANDA: Qual è la Terza Nobile Verità?
RISPOSTA: La Terza Nobile Verità è che la sofferenza può
essere superata e la felicità raggiunta. Questa è magari la
più importante delle Quattro Nobili Verità perché in
essa il Buddha ci rassicura che la felicità vera e la serenità
sono possibili. Quando lasciamo il desiderio inutile ed impariamo a vivere,
superando i problemi della vita senza paura, odio o collera, allora saremo
liberi e felici. Allora, e solo allora, inizieremo a vivere perfettamente.
Perché non siamo più ossessionati a soddisfare ciò che
il nostro egoismo richiede, ed abbiamo molto più tempo per aiutare
gli altri a soddisfare le loro necessità. Questo stato è chiamato
Nirvana. Siamo liberi da tutta la sofferenza psicologica. Questo è
chiamato il Nirvana Finale.
DOMANDA: Che cosa è o dove sta il Nirvana?
RISPOSTA: È una dimensione che trascende il tempo e lo spazio ed è
difficile darne una esatta definizione se non lo si vive. Perché le
parole ed i pensieri sono appropriati solamente per descrivere le realtà
in una dimensione di spazio-tempo. Ma poiché il Nirvana sta oltre il
tempo non c'è movimento e pertanto neanche invecchiamento o morte.
Così, il Nirvana è eterno. Perché sta oltre lo spazio,
non c'è causa, né limiti, né concetto di "io"
o "non-io". Pertanto è infinito. Anche il Buddha ci assicura
che il Nirvana è un'esperienza di immensa felicità. Egli dice:
Il Nirvana
è la felicità più grande. (Dhammapada)
DOMANDA: Ma vi è una qualche prova che dimostri che quella dimensione
esiste?
RISPOSTA: No, non esattamente. Ma la sua esistenza può essere asserita.
Se c'è una dimensione dove il tempo e lo spazio operano ed esiste tale
dimensione—il mondo che sperimentiamo, possiamo asserire allora che
c'è una dimensione dove il tempo e lo spazio non operano—il Nirvana.
Anche se noi, in questo momento, non possiamo provare che il Nirvana esiste,
abbiamo la parola del Buddha che afferma tale realtà. Egli ci dice:
"Vi
è, monaci, un non-nato — un non-divenuto — un non-creato
— un non-formato. Se non vi fosse quel non-nato — non-divenuto—
non-creato — non-formato, non si potrebbe conoscere il processo di salvezza
da ciò che è nato — divenuto — creato — formato.
Ma poichè vi è un non-nato — un non-divenuto — un
non-creato — un non-formato, si può conoscere il processo di
salvezza da ciò che è nato — divenuto — creato —
formato." (Ud. 8.3)
Conosceremo questo quando lo raggiungeremo. Nell'attesa dobbiamo praticare.
DOMANDA: Qual è la Quarta Nobile Verità?
RISPOSTA: La Quarta Nobile Verità è il Sentiero che conduce
al superamento della sofferenza. Questo sentiero è chiamato il Nobile
Ottuplice Sentiero e consiste in Retta Intenzione, Retto Pensiero, Retta Parola,
Retta Azione, Retti Mezzi di Vita, Retto Sforzo, Retta Presenza Mentale e
Retta Concentrazione. Essere un buddhista consiste nel coltivare interamente
queste otto cose. Noterà che i passi che conformano il Nobile Ottuplice
Sentiero coprono ogni aspetto della vita: l'intellettuale, l'etico, l'economico
ed lo psicologico, ed inoltre, contiene tutto quello che una persona necessita
per condurre una vita buona e per svilupparsi spiritualmente.