Abhidhammattha—Sangaha
Un Manuale dell'Abhidhamma

Capitolo V
Sezione sul processo libero

Quadruplice Kamma

Traduzione in inglese dal testo originale Pāli e note esplicative di Narada Thera
Titolo originale: Abhidhammattha-Sangaha, A Manual of Abhidhamma
fonte: www.buddhanet.net
Tradotto in italiano da Enzo Alfano
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne che a fini di lucro

iii. Kammacatukka

§ 7.
(i) Janakam upatthambakam upapīlakam upaghātakañc' āti kiccavasena,
(ii) Garukam āsannam ācinnam katattākammañc' āti pākadānapariyāyena,
(iii) Ditthadhammavedanīyam upapajjavedanīyam aparāpariyavedanīyam ahosikammañc' āti pākakālavasena ca cattāri kammāni nāma.
(iv) Tathā akusalam, Kāmāvacarakusalam, Rūpāvacarakusalam, Arūpāvacarakusalam c'āti pākatthānavasena.
Tattha akusalam kāyakammam, vacīkammam, manokammam c'āti kammadvāravasena tividham hoti.
Katham ?
Pānātipāto, adinnādanam, kāmesu micchācāro ca kāyaviññātti sankhāte kāyadvāre bāhullavuttito kāyakammam nāma.
Musāvādo, pisunavācā, pharusavācā, samphappalāpo c'āti vacīviññatti sankhāte vacīdvāre bāhullavuttito vacīkammam nāma.
Abhijjhā, vyāpādo, micchāditthi c'āti aññatrā pi viññattiyā manasmim y' eva bāhullavuttito manokammam nāma.
Tesu pānātipāto pharusavācā vyāpādo ca dosamūlena jāyanti. Kāmesu micchācāro abhijjhā micchāditthi lobhamūlena. Sesānī cattāri dvīhi mūlehi sambhavanti. Cittuppādavasena pan' etam akusalam sabbathā' pi dvādasasavidham hoti.
Kāmāvacarakusalam pi ca kāyadvāre pavattam kāyakammam, vacīdvāre pavattam vacīkammam, manodvāre pavattam manokammam c'āti kammadvāravasena tividham hoti.
Tathā dāna-sīla-bhāvana-vasena cittuppādavasena pan etam atthavidham pi.
Dāna-sīla-bhavana-pacāyana-veyyāvacca-pattidāna-pattānumodana- dhammasavana-dhammadesana-ditthijjukammavasena dasavidham hoti.
Tam pan' etam vīsatividham pi kāmāvacarakammam' icc' eva sankham gacchati.
Rūpāvacarakusalam pana manokammam eva. Tañ ca bhāvanāmayam appanāppattam jhānangabhedena pañcavidham hoti.
Tathā Arūpāvacarakusalañ ca manokammam. Tam'pi bhāvanāmayam appanāppattam ālambanabhedena catubbidham hoti.
Ettha akusalakammam uddhaccarahitam apāyabhūmiyam patisandhim janeti. Pavattiyam pana sabbam pi dvā lasavidham. Sattā-kusalapākāni sabbatthā' pi kāmaloke rūpaloke ca yathāraham vipaccanti.
Kāmāvacarakusalam pi ca kāmasugatiyam eva patisandhim janeti. Tathā pavattiyañ ca mahāvipākāni. Ahetukavipākāni pana attha' pi sabbatthā' pi kāmaloke rūpaloke ca yathāraham vipaccanti.
Tatth' āpi tihetukam ukkattham kusalam tihetukam patisandhim datvā pavatte solasavipākāni vipaccati.
Tihetukam omakam divihetukam ukkatthañ ca kusalam, dvihetukam patisandhim datvā pavatte tihetukarahitāni dvādasa vipākāni vipaccati. Dvihetukam omakam pana kusalam ahetukam eva patisandhim deti. Pavatte ca ahetukavipākān' eva vipaccati.


§ 8. Asankhāram sasankhāra-vipākāni na paccati
Sasankhāram asankhāra-vipākānī' ti kecana.
Tesam dvādasapākāni dasattha ca yathākkamam,
Yathā vuttānusārena yathāsambhavam' uddise


§ 9. Rūpāvacarakusalam pana pathamajjhānam parittam, bhāvetvā Brahmapārisajjesu uppajjanti. Tad eva majjhimam bhāvetvā Brahmapurohitesu, panītam bhāvetva, Mahā-Brahmesu.
Tathā dutiyajjhānam tatiyajjhānañ ca parittam bhāvetvā Parittābhesu. Majjhimam bhāvetvā Appamānābhesu; panītam bhāvetvā ā bhassaresu. Catutthajjhānam parittam bhāvetvā Parittasubhesu; majjhimam bhāvetvā Appamānasubhesu; panītam bhāvetvā Subhakinhesu. Pañcamajjhānam bhāvetvā Vehapphalesu.
Tam eva saññāvirāgam bhāvetvā Asaññāsattesu.
Anāgāmino pana Suddhāvāsesu uppajjanti.
Arūpāvacarakusalañ ca yathākkamam bhāvetvā āruppesu uppajjanti.


§ 10. Ittham Mahāggatam puññam yathābhūmi vavatthitam Janeti sadisam pākam patisandhippavattiyam.
Idam ettha Kammacatukkam.

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[I numeri in parentesi sono riferiti alle note.]

iii. Quadruplice Kamma (29)

§ 7.
(i) In base alla funzione vi sono quattro tipi di Kamma, e cioè:

(a) Kamma riproduttivo (30),
(b) Kamma di supporto (31)
(c) Kamma ostruttivo (32), e
(d) Kamma distruttivo (33).

(ii) In base all’ordine in cui si svolge l’effetto del Kamma, vi sono quattro tipi di Kamma, e cioè:
(a) Kamma fondamentale (34),
(b) Kamma prossimo (35),
(c) Kamma abituale, (36) e
(d) Kamma riservato (37).

(iii) In base al tempo dell’effetto, vi sono quattro tipi di Kamma, e cioè:

(a) Kamma immediatamente effettivo (38)
(b) Kamma successivamente effettivo
(c) Kamma indefinitamente effettivo, e
(d) Kamma estinto.

(iv) In base al luogo in cui si svolge l’effetto, vi sono quattro tipi di Kamma, e cioè:

(a) Kamma immorale,
(b) Kamma morale relativo alla Sfera sensuale,
(c) Kamma morale relativo al piano Rupa, e
(d) Kamma morale relativo al piano Arupa.

Di questi il Kamma immorale è triplice secondo le porte dell’azione, cioè, azione fisica, azione verbale e azione mentale.
Come?
L’uccidere, il rubare ed una condotta sessuale illecita sono azioni compiute generalmente (39) attraverso la porta del corpo, conosciuta come ispirazione fisica (40).
Il mentire, il calunniare, parole offensive e vane chiacchiere sono azioni verbali compiute generalmente attraverso la porta verbale, conosciuta come ispirazione verbale (41).
Di questi l’uccidere, le parole offensive e la cattiva volontà derivano dalla radice dell’odio; la condotta sessuale illecita, l’avidità e i falsi credi (42) derivano dalla radice dell’attaccamento; i rimanenti quattro sorgono dalle due radici.
Secondo le classi di coscienza il Kamma Immorale è diviso in dodici parti.
Il Kamma morale del piano Kama è triplice secondo le porte delle azioni, e cioè:
- Azioni relative alla porta corporea,
- Azioni verbali relative alla porta verbale,
- Azioni mentali relative alla porta mentale.

Allo stesso modo è triplice come generosità, moralità e meditazione. È ottuplice secondo le classi di coscienza.
È anche decuplo in base a:
(i) generosità,
(ii) moralità
(iii) meditazione
(iv) riverenza
(v) servizio
(vi) trasferimento di merito
(vii) godere del merito di altri
(viii) ascoltare la dottrina
(ix) insegnare la dottrina
(x) e riordinare le proprie opinioni (43).

Di questi dieci, (vi) e (vii) sono inclusi nella generosità (dana), (iv) e (v) nella moralità (sila), (viii), (ix) e (x) nella meditazione. (bhavana).
Tutti questi venti tipi (morali ed immorali) sono considerati come Kamma pertinente al piano Kamma.
Il Kamma morale del piano Rupa è semplicemente un’azione mentale, ed è causato dalla meditazione. Secondo i fattori dei jhana la relativa estasi è quintuplice.
Allo stesso modo il Kamma morale del piano Arupa è un’azione mentale ed è anche causato dalla meditazione. Secondo gli oggetti dei jhana la relativa estasi è quadruplice.
In questo caso il Kamma immorale, escludendo l’inquietudine (uddhacca è troppo debole per produrre una rinascita), provoca una rinascita in uno stato Doloroso. Ma durante la vita tutti questi dodici (44), come i sette risultanti non salutari, sono sperimentati ovunque sia nel piano kama sia nel piano rupa in base alle circostanze.
Il Kamma morale (45) del piano kama produce rinascita nel piano beato kama. Allo stesso modo gli otto Grandi Risultanti (sperimentati nel piano beato kama) durante la vita. Gli otto (salutari) risultanti senza radici sono sperimentati ovunque sia nel piano kama sia nel piano rupa in base alle circostanze.
In ciò il sommo Kamma morale (46), accompagnato da tre radici, produce rinascita allo stesso modo accompagnato dalle tre radici. Durante la vita esso produce effetto a sedici tipi di risultanti (gli otto Belli e gli otto risultanti senza radici).
Il Kamma morale, accompagnato da tre radici di una classe inferiore (47), e da due radici di una classe superiore, produce rinascita con due radici e produce effetto a dodici risultanti, eccetto quelli con tre radici, durante la vita.
Ma il Kamma morale, accompagnato da due radici di una classe inferiore, produce rinascita senza radici e produce effetto a risultanti senza radici durante la vita.
La coscienza morale spontanea non produce un risultante non spontanea. Alcuni affermano che una coscienza morale non spontanea non produce un risultante spontaneo.

§ 8. Alcuni maestri (48) affermano che pensieri spontanei non producono risultanti non spontanei e pensieri non spontanei non producono risultanti spontanei.
Secondo loro, come accennato prima, il sorgere dei risultanti si effettua in ordine di dodici, dieci e otto (49).

§ 9. Per quanto riguarda ill Kamma morale del piano rupa coloro che sviluppano il primo jhana ad un livello base rinascono fra il Seguito di Brahma. Sviluppandolo ad un livello medio rinascono fra i Ministri di Brahma. Svluppandolo ad un livello superiore rinascono fra i deva del Grande Brahma.
Allo stesso modo, sviluppando il secondo ed il terzo jhana ad un livello base si rinasce fra i deva di Luce Minore. Sviluppandoli ad un livello medio si rinasce fra i deva di Luce Infinita. Sviluppandoli ad un livello superiore si rinasce fra i deva Radianti.
Sviluppando il quarto jhana ad un livello base si rinasce fra i deva di Aura Minore.
Sviluppandolo ad un livello medio si rinasce fra i deva colmi di Aura Illimitata.
Sviluppandolo ad un livello superiore si rinasce fra i deva di Aura Costante.
Sviluppando il quinto jhana si rinasce fra i deva di Grande Ricompensa.
Sviluppandolo senza attaccamento alla coscienza si rinasce fra gli esseri senza coscienza.
“Chi non ritorna” nasce nelle Pure Dimore (50).
Sviluppando il Kamma morale pertinente alla sfera Immateriale o Senza Forma si rinasce nelle Sfere Immateriali corrispondenti.

§ 10. Quindi il merito sublimato, determinato secondo la sfera, produce effetti simili sia nella rinascita sia nella propria vita.
Questo è il quadruplice Kamma.


Note:

29. Kamma, Sanscrito Karma: lett. Significa azione, fare. In senso stretto, Kamma indica tutte le volizioni (cetana) morali ed immorali. Include tutto ciò che riguarda pensiero, parola ed azione. È la legge della causalità morale. In altre parole, è l’azione e la reazione in campo etico, o “azione influente” come si dice in Occidente. Non è destino o fatalità. È la nostra reazione alla realtà che ci accade.
Ogni azione intenzionale, tranne per un Buddha o per un Arahat, è chiamata Kamma. I Buddha e gli Arahat non accumulano Kamma fresco poiché hanno sradicato ignoranza e brama, le radici del Kamma.
Il Kamma è azione, e Vipaka, frutto o risultato, è la sua reazione. È la legge di causa ed effetto. Il Kamma è come un seme. Vipaka (effetto) è il frutto che ne nasce. Raccogliamo ciò che seminiamo in questa vita o in un’altra. Ciò che nel presente raccogliamo e ciò che abbiamo seminato in passato.
Il Kamma è una legge in se stessa ed opera nel proprio campo senza l’intervento di qualche fattore esterno.
Inerente al Kamma è la potenzialità di produrre l’effetto dovuto. La causa produce l’effetto; l’effetto spiega la causa. Il seme produce il frutto; il frutto spiega il seme; così è la loro relazione. Così è anche il Kamma e il suo effetto: “l’effetto fiorisce nella causa.”
Secondo l’Abhidhamma, il Kamma forma dodici tipi di coscienza immorale, otto tipi di coscienza morale relativi alla Sfera Sensuale (kamavacara), cinque tipi di coscienza morale relativi al Regno delle Forme o Materiale (rupavacara), e quattro tipi di coscienza morale relativi al Mondo Immateriale o Senza Forma (arupavacara).
Gli otto tipi di coscienza ultramondana (lokuttara citta) non sono considerati come Kamma e vipaka, perché tendono a sradicare le radici del Kamma che condizionano la rinascita. Nella coscienza ultramondana la saggezza (paññā) è predominante, mentre nei tipi comuni di coscienza la volizione (cetanā) è predominante.
Questi ventinove tipi di coscienza sono chiamati Kamma perché il potere riproduttivo è insito in loro. Proprio come ogni oggetto è accompagnato da un’ombra, così anche ogni attività volitiva è accompagnata dal suo relativo effetto.
Questi tipi di coscienza vissuti come inevitabili conseguenze di pensieri buoni e cattivi sono chiamati coscienza risultante (vipaka). I 23 tipi (7 +8 +8) di coscienza risultante relativi alla sfera Sensuale, i cinque tipi di coscienza risultante relativi ai Regni della Forma, e i quattro tipi di coscienza risultante relativi ai Regni Immateriali sono chiamati vipaka o fruizione di Kamma.

30. Ogni nascita è condizionata da un buono o cattivo Kamma passato che predomina sul punto di morte. Il Kamma che condiziona la futura nascita è chiamato Kamma Riproduttivo (Janaka).
La morte di una persona è semplicemente “la fine temporanea di un fenomeno temporaneo”. Sebbene la forma attuale perisce, un’altra forma che non è né la stessa né assolutamente diversa, rinasce secondo le potenziali vibrazioni di pensiero generate al momento della morte, come la forma Kammica che fa sopravvivere il flusso vitale. E’ l’ultimo pensiero, tecnicamente è chiamato Kamma Riproduttivo, che determina lo stato di una persona nella successiva nascita. Ciò può essere un Kamma buono o cattivo.

Secondo il commentario, il Kamma Janaka è ciò che produce gli aggregati mentali e gli aggregati materiali al momento del concepimento. La coscienza iniziale, detta patisandhi viññāna (coscienza di rinascita), è condizionata da questo Kamma Janaka. Concomitante con il sorgere della coscienza di rinascita sorge la decade fisica, la decade sessuale e la decade base (kāya-bhāva-vatthu dasaka).
La decade fisica è composta da quattro elementi:
- l’elemento di estensione (pathavi),
- l’elemento di coesione (āpo),
- l’elemento di calore (tejo),
- l’elemento di moto (vāyo);

dai loro quattro derivati (upādārūpa):
- colore (vanna),
- odore (gandha),
- gusto (rasa),
- essenza nutritiva (ojā);
- vitalità (jīvitindriya), e corpo (kāya). La decade sessuale e la decade base consiste anche delle prime nove più il sesso (bhāva) e rispettivamente della sede della coscienza (vatthu).
Risulta evidente che il sesso è determinato dal concepimento di un essere. E’ condizionato dal Kamma e non è una fortuita combinazione di sperma e di cellule uovo. Sofferenza e felicità, che si sperimentano durante la vita, sono le inevitabili conseguenze del Kamma Janaka.

31. Upatthambhaka – ciò che segue il Kamma Riproduttivo e lo sostiene. E’ sia buono che cattivo, ed assiste o mantiene l’azione del Kamma Riproduttivo nel corso della vita.
Subito dopo il concepimento fino al momento della morte, questo Kamma si sviluppa per sostenere il Kamma Riproduttivo. Un Kamma morale di Supporto aiuta a dare salute, ricchezza, felicità, ecc. alla dovuta persona. Un Kamma immorale di Supporto, d’altra parte, aiuta a dare dolore, sofferenza, ecc. alla persona nata con un Kamma Riproduttivo immorale come, ad esempio, una bestia da soma.

32. Upapīdaka – Kamma Ostruttivo o Contrastante che, a differenza di quello precedente, tende ad indebolire, interrompere e ritardare la fruizione del Kamma Riproduttivo. Ad esempio, una persona nata con un buon Kamma Riproduttivo può essere oggetto di diversi malanni, ecc., impedendogli di godere i felici risultati delle sue buone azioni. Un animale, d’altra parte, nato con cattivo Kamma Riproduttivo, può condurre una vita confortevole ottenendo buon cibo, alloggio, ecc., come risultato del suo buon Kamma Contrastante che impedisce la fruizione del cattivo Kamma Riproduttivo.

33. Upapidaka – Secondo la Legge del Kamma la potenziale energia del Kamma Riproduttivo potrebbe essere annullata da un opposto Kamma del passato più potente, che, alla ricerca di un’opportunità, può inaspettatamente funzionare, proprio come una potente forza antagonista può ostruire la traiettoria di una freccia e scagliarla a terra. Tale azione è chiamata Kamma Distruttivo, che è più efficace dei primi due in quanto non solo ostruisce l’intera forza ma anche la distrugge. Questo Kamma Distruttivo può anch’esso essere sia buono sia cattivo. Come esempio del funzionamento di tutti e quattro questi Kamma può essere citato il caso di Devadatta, che cercò di assassinare il Buddha e causò uno scisma nel Sangha. Il suo buon Kamma Riproduttivo condizionò la sua nascita in una famiglia reale. I suoi agi e prosperità furono dovute all’azione del Kamma di Supporto. Il Kamma Contrastante si sviluppò quando fu soggetto a molte umiliazioni ed il risultato fu la scomunica dal Sangha. Infine il Kamma Distruttivo condusse la sua vita ad una miserevole fine.

34. Garuka – significa sia pesante sia grave e può essere sia buono che cattivo. Produce i suoi risultati in questa vita o di certo nella prossima. Se buono, è semplicemente mentale come nel caso dei jhana. Altrimenti è verbale o fisico. I cinque tipi di Kamma Pesante immorale secondo la loro gravità sono: (i) creazione di uno Scisma nel Sangha, (ii) ferimento di un Buddha, (iii) assassinio di un Arahat, (iv) matricidio e (v) parricidio.
Questi sono anche conosciuti come anantariya Kamma poiché producono definitivamente il loro effetti nella vita successiva. Lo Scetticismo Permanente (niyata micchaditthi) è anche definito uno dei Kamma Pesanti.
Se, ad esempio, qualche persona dovesse sviluppare i jhana e successivamente commettere uno di questi orrendi crimini, il suo buon Kamma sarebbe annullato dal più potente cattivo Kamma. La sua successiva nascita sarebbe condizionata dal cattivo Kamma e non da ciò che ha raggiunto con i jhana. Devadatta perse i suoi poteri psichici e nacque in uno stato doloroso perché ferì il Buddha e causò uno scisma nel Sangha.
Il re Ajatasattu avrebbe raggiunto il primo stadio di santità se non avesse commesso parricidio. In questo caso il potente cattivo Kamma agì come un ostacolo al raggiungimento della santità.

35. Asanna o Kamma dell’imminente morte, è ciò che si fa o si ricorda nell’attimo immediatamente prima di morire. A causa della sua importanza nel determinare la futura nascita, l’usanza di far ricordare al morente le sue buone azioni e facendogli fare buone azioni nel letto di morte è ancora prevalente nei paesi buddhisti.
A volte una persona malvagia può felicemente morire ed ottenere una buona nascita se fortunatamente ricorda o fa una buona azione in punto di morte. Una storia narra che un certo boia fece causalmente delle offerte al Venerabile Sariputta, in punto di morte ricordò la sua buona azione e così nacque in uno stato beato. Ciò non significa che anche se si gode di una buona nascita non verranno annullati gli effetti delle cattive azioni accumulate durante la vita. Appena nasceranno le giuste occasioni si verificheranno tali effetti. A volte un brava persona può morire in modo infelice ricordandosi improvvisamente un’azione malvagia o un pensiero nocivo, forse costretto da circostanze sfavorevoli. La regina Mallika, moglie del re Pasenadi, condusse una retta vita, ma come risultato di un ricordo, in punto di morte, ricordò una menzogna detta e soffrì altri sette giorni in uno stato di sofferenza.
Questi sono solo casi eccezionali. In genere l’ultimo processo di pensiero è condizionato dalla condotta generale di una persona.

36. Acinna Kamma è ciò che abitualmente si compie e si ricorda e per cui si ha una grande simpatia.
Le abitudini, buone o cattive, diventano una seconda natura. Esse tendono a formare il carattere di una persona. Nel tempo libero spesso siamo impegnati dai nostri pensieri e dalle nostre azioni abituali. Allo stesso modo sul punto di morte, tranne in alcune circostanze, richiamiamo alla mente, di regola, tali pensieri ed azioni.
Cunda, un macellaio, vissuto nei pressi del Monastero del Buddha, morì stridendo come un maiale perché si guadagnava da vivere macellando maiali.
Il re Dutthagamani di Ceylon aveva l’abitudine di dare elemosina ai monaci prima di mangiare. E’ stato tale Kamma abituale che lo ha allietato in punto di morte e lo ha fatto rinascere nel Regno Tusita.

37. Katatta – Riserva o Kamma cumulativo. Letteralmente significa “siccome è fatto”. Tutte le azioni già fatte e già dimenticate appartengono a questa categoria. E’ come se fosse il fondo di riserva di un essere.

38. Ditthadhammavedanaya Kamma è ciò che si sperimenta in questa particolare esistenza.
Ditthadhamma significa questa vita attuale.
Secondo l’Abhidhamma si compie il male ed il bene durante il processo javana che di solito dura sette momenti di pensiero. L’effetto del primo momento di pensiero, essendo il più debole, si raccoglie in questa stessa vita. Questo è chiamato Kamma Immediatamente Effettivo. Se non agisce in questa vita, è chiamato Estinto o Inefficace (ahosi). Il successivo più debole è il settimo momento di pensiero. Il suo effetto negativo può essere raccolto nella vita successiva. Questo è chiamato Upapajjavedaniya Kamma. Questo diventa anche inefficace se non agisce nella seconda nascita. Gli effetti dei momenti di pensiero intermedi possono accadere in un qualsiasi momento fino a che non si raggiunge il Nibbana. Questo tipo di Kamma è conosciuto come Aparapariyavedaniya – Indefinitamente inefficace. Nessuno persino i Buddha e gli Arahat sono immuni da questa classe di Kamma, che si sperimenta nel corso della trasmigrazione nel Samsara. Non vi è nessuna classe speciale di Kamma conosciuto come ahosi, ma quando tali azioni che producono i loro effetti nella vita presente o in quella successiva non agiscono, sono chiamati Inefficaci.

39. Bahullavuttito - tale termine è usato perché queste azioni possono essere fatte anche attraverso le altre porte.

40. Kayaviññatti – esprimere l’intenzione attraverso i movimenti del corpo.

41. Vaciviññati – esprimere l’intenzione tramite la parola.

42. Dai falsi credi derivano le seguenti tre falsi idee:
i. Ogni cosa sorge senza una causa (ahetuka ditthi),
ii. Il bene ed il male non producono effetti (akiriya ditthi) e
iii. Non c’è vita dopo la morte (natthika ditthi).

43. cioè, da retta visione, come “è salutare fare elemosina”, ecc.

44. Gli effetti nocivi dei dodici tipi di coscienza immorale sono i sette tipi coscienza risultante senza radici. I loro effetti agiscono durante la vita.

45. Gli effetti desiderabili delle azioni morali sono gli otto tipi di coscienza risultante senza radici e gli otto tipi di coscienza risultante bella. Gli effetti degli otto tipi di coscienza morale non solo sono utili alla coscienza di rinascita ma anche per i differenti tipi di coscienza risultante durante la propria vita.

46. Ukkattha – lett. Tirato (radice kas) su (u). Una classe superiore di Kamma morale è ciò che accompagna le buone cause, prima e dopo aver commesso un’azione. Ad esempio, l’elemosina offerta ai più virtuosi tramite una ricchezza rettamente ottenuta, senza alcun pentimento, è considerato un superiore Kamma morale.

47. Omaka – Inferiore. Offrendo elemosina si può sperimentare una coscienza morale con tre buone radici. Ma se si offrisse elemosina tramite una ricchezza ingiustamente ottenuta, per poi pentirsene, è considerato un Kamma inferiore.

48. Sono i maestri della scuola di Mahadhammarakkhita Thera del Monastero Moravapi a Ceylon.

49.
- Dodici – 8 ahetuka vipla e altri 4 Risultanti non spontanei o 4 risultanti spontanei.
- Dieci - 8 ahetuka vipla e 2 non spontanei o 2 risultanti spontanei non accompagnati da saggezza.
- Otto – 8 ahetuka.

50. I Sotapanna e i Sakadagami, che sviluppano il quinto jhana, nascono nel piano Vehapphala. Mentre quei Sotapanna e Sakadagami, che sviluppano un distacco per l’esistenza materiale, nascono nei regni immateriali.
Gli Anagami, che hanno sviluppato il quinto jhana e posseggono le cinque facoltà come fede/fiducia, energia, presenza mentale, concentrazione e saggezza a pari grado, nascono nel piano Vehapphala. Coloro che vanno oltre la fede (saddha) nascono nel piano Aviha; coloro che vanno oltre l’energia (viriya) nel piano Atappa; coloro che vanno oltre la presenza mentale (sati) nel piano Sudassa; coloro che vanno oltre la concentrazione (samadhi) nel piano Suddassi; e coloro che vanno oltre la saggezza (pañña) nel piano Akanittha.
Non vi è una regola fissa che gli Anagami non nascano in altri idonei piani.
(Te pana aññattha na nibbattantīti niyamo natthi. - Comm.)
Gli Anagami di “Pura visione” (sukkha-vipassaka), che sviluppano i jhana prima di morire nascono di conseguenza nelle Pure Dimore.

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