Abhidhammattha—Sangaha
Un Manuale dell'Abhidhamma

Capitolo IV
Analisi dei Processi di Pensiero

Procedura di ritenzione

Traduzione in inglese dal testo originale Pāli e note esplicative di Narada Thera
Titolo originale: Abhidhammattha-Sangaha, A Manual of Abhidhamma
fonte: www.buddhanet.net
Tradotto in italiano da Enzo Alfano
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne che a fini di lucro

Tadārammana Niyamo

§ 9. Sabbattha' pi pan ettha anitthe ārammane akusalavipākān' eva pañcaviññānasampaticchanasantīranatadārammanāni, itthe kusalavipākani, ati-itthe pana somanassasahagatān' eva santīranatadārammanāni.
Tattha' pi somanassasahagatakriyājavanāvasāne somanassasahagatān' eva tadārammanāni bhavanti. Upekkhāsahagatakriyā javanāvasāne ca upekkhāsahagatān' eva honti.
Domanassasahagatajavanāvasāne ca pana tadārammanāni c' eva bhavangāni ca upekkhā sahagatān'eva bhavanti. Tasmā yadi somanassa-patisandhikassa domanassasahagatajavanāvasane tadārammanasambhavo natthi. Tadā yam kiñci paricitapubbam parittārammanamārabbha upekkhāsahagatasantīranam uppajjati. Tamanantaritvā bhavangapāto' va hotī' ti' pi vadanti ācariyā. Tathā kāmavacarajavanāvasāne kāmāyacarasattānam kāmāvacaradhammesv' eva ārammanabhūtesu tadārammanam icchantī' ti.

§ 10. Kāme javanasattārammanānam niyame sati
Vibhūte ti mahante ca tadārammanamīritam.
Ayam' ettha Tadārammana Niyamo.

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[I numeri in parentesi sono riferiti alle note.]

Procedura di ritenzione

§ 9. In questo caso, in ogni circostanza (cioè nella porta dei sensi e nella porta della mente) quando un oggetto (12) non è desiderabile, le impressioni dei cinque sensi, accettazione, investigazione, ritenzione (che sorge) sono risultanti immorali. Se è desiderabile, sono risultanti morali. Se l’oggetto è estremamente desiderabile, investigazione e ritenzione sono accompagnate da piacere.
A questo proposito, alla fine dei javana funzionali accompagnati da piacere, vi sorgono momenti di pensiero ritentivi accompagnati anche da piacere. Alla fine dei javana funzionali, accompagnati da equanimità, i momenti ritentivi di pensiero sono anche accompagnati da equanimità.
Ma alla fine dei javana, accompagnati da dispiacere, i momenti ritentivi di pensiero e i bhavanga sono accompagnati da indifferenza. Quindi, per colui la cui coscienza di rinascita è accompagnata da piacere, se, alla fine dei javana, accompagnati da dispiacere, non sorgono i momenti ritentivi di pensiero, allora, vi sorge la coscienza investigante accompagnata da indifferenza, aggrappandosi a qualche oggetto dei sensi già familiare. Subito dopo, i maestri affermano che vi è subsidenza nel flusso vitale.
Allo stesso modo si aspettano la ritenzione alla fine dei javana della sfera Sensuale per gli esseri della sfera Sensuale, solo quando i fenomeni della sfera Sensuale diventano oggetti.

§ 10. La ritenzione accade, dicono i maestri, in relazione con gli oggetti “chiari” e “molto grandi” quando vi è la certezza riguardo ai javana della sfera Sensuale, esseri e oggetti.
Questa è la procedura di ritenzione.


Note:

12. Oggetti – arammana
Desiderare o non desiderare un oggetto è determinato non in base al temperamento individuale, ma secondo la sua natura intrinseca. La coscienza risultante è in tal modo considerata come l’effetto di una buona o di una cattiva azione.
La visione del Buddha sarà forse repulsiva per un convinto eretico. I suoi pensieri javana saranno naturalmente non salutari. Ma la sana coscienza visiva risultante, causata da un buon kamma passato, è un kusala vipaka. Questo vipaka non è condizionato dalla sua volontà, ma è una conseguenza inevitabile. Il processo javana, al contrario, è condizionato dalla propria volontà. Un altro esempio, la semplice visione di escrementi sarà una fonte di piacere per un cane comune. L’oggetto in genere non è desiderabile ed è un cattivo effetto (adusala vipaka), ma il processo javana così causato sarà salutare per il cane. Anche la relativa sensazione risulta piacevole.
Sebbene anche un Arahat sperimenta un adusala vipaka alla vista di un oggetto non desiderabile, il suo processo javana non sarà né salutare né non salutare. La relativa sensazione risulterà appartenente all’equanimità.
Ora, quando un oggetto non desiderabile si presenta sia attraverso la porta della mente sia attraverso le cinque porte dei sensi, le impressioni dei sensi, l’accettazione, l’investigazione, la ritenzione che accadono nei rispettivi processi di pensiero avranno tutti cattivi effetti (akuasala vipaka) La relativa sensazione è invariabilmente upekkha, tranne nel caso dell’impressione fisica che è dukkha. Questi momenti di pensiero sono i risultati inevitabili di cattive azioni passate.
Se l’oggetto presentato è desiderabile, allora i citati momenti di pensiero hanno tutti buoni effetti (kusala vipaka). Anche in questo caso la relativa sensazione è upekkha, tranne nel caso dell’impressione fisica che è sukha. Tutti questi momenti di pensiero sono i risultati di buone azioni passate. Quando un oggetto è estremamente desiderabile, la sensazione del momento santirana è diversa. Invece di upekkha è somanassa.

I tadarammana seguiti dai javana funzionali della sfera Sensuale, accompagnati da piacere. Sono anche associati con un’analoga sensazione. Allo stesso modo i javana upekkha sono seguiti dagli upekkha tadarammana.
Di regola i javana che precedono e i successivi tadarammana possiedono un’analoga sensazione. Somanassa è seguito da somanassa e upekkha da upekkha.
Cosa accade quando i javana sono accompagnati da domanassa poiché non vi sono domanassa tadarammana?
Se la coscienza di rinascita (patisandhi-citta) della persona è accompagnata da somanassa, allora quando i javana sono accompagnati da domanassa, i tadarammana, che accadono, saranno accompagnati da equanimità (upekkha-sahagata), ma se i tadarammana non accadono, allora un’occasionale upekkha santirana, senza una particolare funzione, interverrà per un momento.
Questo occasionale momento di pensiero è tecnicamente chiamato agantukabhavanga. Di solito l’oggetto dei javana e di quello dei tadarammana è identico. Ma in questo caso particolare gli oggetti sono diversi. L’oggetto di tale santirana è un altro oggetto kamavacara che diventa familiare nel corso della vita. Questo oggetto è detto paritta (piccolo o minore) rispetto agli oggetti più elevati rupa, arupa e lokuttara.
Se, d’altra parte, la coscienza di rinascita non è associata a somanassa, allora i tadarammana diventano upekkha come i bhavanga successivi.
Bisogna notare che i tadarammana accadono soltanto alla fine dei kamavacara javana, solo per gli esseri kamavacara, e solo in connessione con gli oggetti kamavacara, che sono sia “molto intensi” sia “chiari”.

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