Abhidhammattha—Sangaha
Un Manuale dell'Abhidhamma
Capitolo III
Miscellanea
Sintesi delle Basi
Traduzione in inglese dal testo originale Pāli e note esplicative di
Narada Thera
Titolo originale: Abhidhammattha-Sangaha, A Manual of Abhidhamma
fonte: www.buddhanet.net
Tradotto in italiano da Enzo Alfano
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne
che a fini di lucro
(vi. Vatthu-Sangaho)
§ 12. Vatthusangahe vatthūni nāma cakkhu sota ghāna jivhā kāya hadayavatthu c'āti chabbi-dhāni bhavanti.
Tāni kāmaloke sabbāni' pi labbhanti. Rūpaloke pana ghānādittayam natthi. Arūpaloke pana sabbāni' pi na samvijjanti.
Tattha pañcaviññānadhātuyo yathākkamam ekantena pañcappasādavatthūni nissāy' eva pavattanti. Pañcadvārāvajjanasampaticchanasankhātā pana manodhātu ca hadayam nissāy' eva pavattanti. Tathā avasesā pana manoviññānadhātu-sankhātā ca santīrana mahā vipākapatighadvāyapathamamaggahasanarūpāvacaravasena hadayam nissāy' eva pavattanti.
Avasesā kusalākusalakriyānuttaravasena pana nissāya vā anissāya. Arūppavipākavasena hadayam anissāy' evā ti.
§ 13. Chavatthū nissitā kāme satta rūpe catubbidhā Ti vatthū nissitāruppe dhātvekā nissitā matā.
Tecattālīsa nissāya dve cattālīsa jāvare Nissāya ca anissāya pākā' ruppa anissitā' ti.
Iti Abhidhammatthasangahe Pakinnakasangahavibhāgo nāma Tatiyo Paricchedo.
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(v .Sintesi delle Basi)
[I numeri in parentesi sono riferiti alle note.]
§ 12. Vi sono sei tipi di basi (93): occhio, orecchio, naso, lingua, corpo e mente/cuore.
Anche tutte queste (94) si trovano nella sfera Sensuale. Invece le tre basi della sfera della Forma – naso, lingua e corpo (95) – non vi sono (96). Quindi i cinque elementi delle impressioni sensuali dipendono completamente dalle cinque parti sensoriali degli organi (97) con le loro rispettive basi. L’elemento mentale – cioè la coscienza vigilante delle cinque porte e i due tipi di coscienza ricevente – rimane dipendente dalla mente/cuore (98). Allo stesso modo l’elemento conscio mentale (99) comprendente (100) la coscienza investigante, i grandi Risultanti, due (101) accompagnati da avversione, la coscienza del primo Sentiero (102), la coscienza "sorridente" (103) e la coscienza della sfera della Forma (104) dipendono dalla mente/cuore (105).
(10 + 3 + 3 + 8 + 2 + 1 + 1 + 15 = 43)
Le rimanenti classi di coscienza (106)– Morale, Immorale, Funzionale e Ultramondana – sono sia dipendenti da, sia dipendenti della mente/cuore. I Risultanti della sfera Immateriale sono dipendenti dalla base-mente.
§ 13. Bisogna comprendere che i sette elementi (107) della sfera Sensuale dipendono dalle sei basi, nella sfera della Forma quattro (108) dipendono da tre basi (109), nella sfera Immateriale l’unico elemento mentale singolo (110) non dipende da nessuna.
43 sorgono dipendenti da una base. 42 sorgono con o senza una base. I Risultanti immateriali sorgono senza alcuna base.
Così finisce il terzo capitolo nel compendio dell’Abhidhamma intitolato Miscellanea.
Note:
93. Vatthu deriva dalla radice vas, dimorare. Il suo significato primario è giardino, campo o viale alberato. Mentre il suo significato secondario è causa o condizione. Vatthu viene anche applicato a qualcosa che esiste, che è, una sostanza, un oggetto o una realtà. Riferendosi ai tre oggetti di adorazione il Buddha dice “Uddesikam ti avatthukam”. In questo caso avatthuka significa senza oggetto, senza una realtà o una sostanza.
Vatthu è la sede degli organi di senso.
Vi sono sei sedi delle sei basi fisiche corrispondenti ai sei sensi.
Questi argomenti verranno pienamente descritti nel capitolo su rupa.
94. Il participio indeclinabile “pi” nel testo indica che vi è un’eccezione nel caso di coloro che sono nati ciechi, sordi, muti, ecc.
95. Gli organi esistono, ma non le loro facoltà sensoriali in quanto gli esseri in questi piani superiori hanno temporaneamente inibito il desiderio per i piaceri sensuali (kamaraga). Essi possiedono occhio ed orecchio in modo da poterli utilizzare per scopi benefici. Esiste anche la base della mente/cuore poiché è la sede della coscienza.
96. Privo di ogni forma materiale. La mente da sola esiste anche senza la sede della coscienza per il potere della meditazione.
97. Per esempio, la coscienza visiva dipende dalla superficie sensoriale dell’occhio, ma non dall’organo fisico o “l’occhio fatto di carne”. Le altre impressioni dei sensi dipendono anche dalle loro rispettive superfici sensoriali.
Le superfici sensoriali (pasada) di questi cinque organi devono essere compresi in tale modo:
“Cakkhu” indica visione, senso della vista e occhio. “Occhio”, comunque, deve essere sempre inteso in quest’opera come la facoltà visiva o il senso visivo, e non l’occhio fisico o “l’occhio fatto di carne” (mamsa cakkhu).
[…]
98. Hadayavatthu – base mentale.
Secondo gli studiosi, hadayavatthu è la sede della coscienza. La tradizione afferma che dentro la cavità del cuore vi è del sangue, che dipende dalla sede della coscienza. Tale teoria cardiaca era prevalente al tempo del Buddha, ed è stata anche sostenuta nelle Upanisad.
Il Buddha potrebbe aver adottato questa popolare teoria, anche se non ne era vincolato.
Lo studioso Aung afferma che su tale argomento il Buddha non si espresse. Non ha mai asserito positivamente che la sede della coscienza fosse o nel cuore o nel cervello. Nel Dhammasangani il termine hadayavatthu è stato volutamente omesso. Nel Patthana, invece di usare hadaya come la sede della coscienza, il Buddha semplicemente affermò “yam rupain nissaya” – “che dipende da rupa”. L’opinione di Aung è che il Buddha non volle rinnegare tele popolare teoria. Né ha anticipato una nuova teoria che il cervello è la sede della coscienza, come è considerata dagli scienziati moderni.
Si veda Psicologia Buddhista – Introduzione LXXVII e il Compendio di Filosofia, pp. 277-279.
99. Dhatu deriva dalla radice dhar, mantenere, sopportare. Ciò che porta il proprio segno caratteristico è dhatu. Sono così chiamati poichè sono privi di vita (nissata nijjiva).
Per motivi di convenienza vengono in questo caso usati tre termini tecnici. E cioè pañca-viññana-dhatu, manodhatu, mano-viññana-dhatu.
Pañca-viññana-dhatu è usato per le dieci impressioni sensuali.
Mano-dhatu – per i due tipi di coscienza ricevente e per la coscienza vigilante delle cinque porte (sampaticchana e pañcadvaravajjana).
Mano-viññana-dhatu è usato per tutte le rimanenti classi di coscienza.
100. Le tre classi di coscienza investigante e gli otto grandi Risultanti non sorgono nella sfera Immateriale a causa dell’assenza di una porta o di una funzione.
101. Poiché l’avversione è stata inibita da coloro nati nei piani rupa ed arupa le due classi di coscienza, accompagnate da avversione, lì non sorgono.
102. Per ottenere il primo stadio della Santità si deve ascoltare la parola da un maestro (paratoghosappaccaya).
103. La coscienza sorridente non può sorgere senza un corpo. I Buddha e i Pacceka Buddha che sperimentano tali classi di coscienza non sono nati oltre l’esistenza umana.
104. Nessuna coscienza rupa jhana sorge in arupaloka poiché quelle persone nate in tali piani hanno temporaneamente inibito il desiderio per rupa.
105. Tutti i 43 tipi di coscienza, menzionate prima, dipendono da hadayavatthu. (10 + 3 + 3 + 8 + 2 + 1 + 1 + 15 = 43)
106. Vi sono 8 sobhana kusala, 4 rupa kusala, 10 akusala, 1 manodvaravajjana, 8 sobhana kriya, 4 arupa kriya, 7 lokuttara = 42. Queste possono sorgere nei piani con i cinque Aggregati o nei piani con i quattro Aggregati (arupa-loka).
107. Cioè: 5 pañca-viññana-dhatu + 1 manodhatu + 1 mano-viññana-dhatu = 7.
108. Cioè: 1 cakkhu-viññana, 1 sota-viññana, 1 mano-dhatu, 1 mano-viññana-dhatu = 4.
109. Vale a dire: cakkhu, sota e hadayavatthu.
110. Dhatu + eka = Dhatv’eka. E’ riferito a mano-viññana-dhatu.