Abhidhammattha—Sangaha
Un Manuale dell'Abhidhamma
Capitolo III
Miscellanea
Sintesi degli Oggetti
Traduzione in inglese dal testo originale Pāli e note esplicative di
Narada Thera
Titolo originale: Abhidhammattha-Sangaha, A Manual of Abhidhamma
fonte: www.buddhanet.net
Tradotto in italiano da Enzo Alfano
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne
che a fini di lucro
(v. ālambana Sangaho)
§ 10. ālambana-saligahe ālambanāni nāma rūpā-rammana saddhā-rammanam gandhā-rammanam rasā-rammanam photthabbā-rammanam dhammā-rammana c'āti chabbidhāni bhavanti.
Tattha rūpam'eva rūpā-rammana. Tathā saddādayo saddhā-rammanādīni. Dhammā-rammana pana pasāda, sukhuma-rūpa, citta, cetasikā, nibbāna, paññattivasena chaddhā sangayhanti .
Tattha cakkhu-dvārika-cittānam sabbesampi rūpam'eva ārammanam. Tañ ca paccuppannam'eva. Tathā sota-dvārika-cittādīnam' pi saddādīni. Tāni ca paccuppannāni y'eva. Manodvārika-cittānam pana chabbidham' pi paccuppannam' atītam anāgatam kālavimuttañ ca yathāraham' ālambanam hoti
Dvārāvimuttānañ ca pana patisandhi-bhavanga-cuti sankhātānam chabbidham pi vathāsambhavam yebhuyyena bhavantare chadvāragahitam paccuppannam' atītam paññattibhūtam va kammam kamma-nimittam gati-nimittasammatam ālambanam hoti.
Tesu cakkhu-viññānādīni yathākkamam rūpā-diekekālambanān' eva. Manodhātuttikam pana rūpā-dipañcālambanam. Sesāni kāmāvacaravipākani hasancittañc'āti sabbathā'pi kāmāvacarālambanān' eva.
Akusalāni c'eva ñānavippayuttajavanāni c'āti lokuttara-vajjitasabbālambanāni. Ñāna-sampayutta-kāmāvacara-kusalāni c'eva pañca-majjhāna-sankhātam-abhiññā-kusalañc'āti arahatta-maggaphala vajjitāsabbālambanāni.
Ñāna-sampayutta-kāmāvacara-kriyā c' eva kriyā-bhiññā-votthapanañc'āti sabbathā' pi sabbālambanāni.
āruppesu dutiyacatutthāni mahaggatālambanāni. Sesāni mahaggatacittāni pana sabbāni' pi paññāttālambanāni. Lokuttaracittāni Nibbānalambanāni' ti.
§ 11. Pañcavīsa parittamhi cha cittāni mahaggate
Ekavisati vohāre attha nibbānagocare
Vīsānuttaramuttamhi aggamaggaphalujjhite
Pañca sabbattha chacceti sattadhā tattha sangaho.
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(v .Sintesi degli Oggetti)
[I numeri in parentesi sono riferiti alle note.]
§ 10. Vi sono sei tipi di oggetto: oggetto visibile (61), oggetto udibile (62), oggetto odoroso (63), oggetto sapido (64), oggetto tangibile (65) e oggetto conoscibile (66).
In questo contesto la forma stessa è un oggetto visibile. Così il suono e così via. Invece l’oggetto conoscibile è sestuplice: sensibili (parti di organi) (67), materia sottile (68), coscienza (69), stati mentali (70), Nibbana (71) e concetti (72).
Per tutti i tipi della coscienza della porta visiva la stessa forma visibile è l’oggetto. E appartiene soltanto al momento presente (73). Allo stesso modo i suoni e così via della coscienza della porta uditiva e via dicendo appartengono anch’essi al momento presente (74).
Ma i sei tipi di oggetto della coscienza della porta mentale sono legati al presente, al passato e al futuro e indipendenti dal tempo.(76)
Per quelli privi di porta come nuova unione, bhavanga e cessazione dei menzionati sei diventano oggetti appena sorgono. Si aggrappano, maggiormente attraverso le sei porte, appartenenti alla precedente vita, come il passato o il presente oggetto o come concetti. Essi sono (tecnicamente) conosciuti come Kamma, un segno del Kamma o “un segno dello stato di rinascita”.
[Aung così traduce questo passaggio:
“Gli oggetti di quelle classi di coscienza “senza porta” dette rinascita, divenire e cognizione di cessazione, sono anch’essi di sei tipi a seconda delle circostanze. Di solito sono stati aggrappati (come oggetto) immediatamente all’esistenza precedente per mezzo delle sei porte, essi sono oggetti di realtà presenti e passate, o sono concetti. Sono (tecnicamente) conosciuti come “Kamma”, “segno del kamma”, o “segno del destino”. Compendio di Filosofia p. 120.]
Di questi la coscienza visiva e così via hanno rispettivamente la forma e via dicendo come loro singolo oggetto. Ma i tre elementi mentali hanno cinque oggetti come la forma e così via. I rimanenti Risultanti della sfera Sensuale e la coscienza “sorridente” hanno completamente gli oggetti della sfera Sensuale. Gli Immorali e i Javana, dissociati dalla conoscenza, hanno tutti gli oggetti tranne gli oggetti Ultramondani (78).
I Morali della Sfera Sensuale e la coscienza del super-intelletto (79), conosciuti come il quinto jhana, hanno tutti gli oggetti tranne il Sentiero e il Frutto della condizione di Arahat.
I Funzionali della Sfera Sensuale, associati alla conoscenza, la Funzione della coscienza del super-intelletto (80) e la coscienza determinante (81) hanno sempre tutti i tipi di oggetto (82).
(83) Tra la coscienza arupa la seconda e la quarta hanno oggetti della Sublime. Tutti i rimanenti tipi di coscienza sublime hanno i concetti come oggetti (84). I tipi di coscienza Ultramondana hanno il Nibbana come loro oggetto.
§ 11. 25 tipi (85) di coscienza sono legati agli oggetti inferiori (86); sei alla Sublime (87); 21 (88) ai concetti (89); otto al Nibbana.
20 sono legati (90) a tutti gli oggetti tranne agli oggetti Ultramondani; cinque (91) a tutti tranne al Sentiero e Frutto Superiore; e sei (92) a tutti.
Settuplice è il loro raggruppamento.
Note:
60. Arammanam o Alambanam:
Arammanam deriva da a + radice ram, attaccarsi, aderire, godere.
Alambanam deriva da a + radice di lamb, aggrapparsi.
Ciò a cui il soggetto si aggrappa, o aderisce, o gode è arammana o alambana, come oggetto.
Secondo l’Abhidhamma vi sono 6 tipi di oggetto, classificati come fisici o mentali.
Ogni senso ha il suo oggetto corrispondente.
61. Rupa deriva dalla radice rup, cambiare, perire. Il suo significato generico è “ciò che cambia colore per mezzo del freddo, del caldo, ecc.” (sītunhādivasena vannavikāramāpajjatī' ti rūpam).
L’Abhidhamma enumera 28 tipi di rupa, che saranno trattati in modo più dettagliato in un capitolo a parte. In questo caso il termine è usato nel suo significato specifico di oggetto visivo.
Il Vibhavini Tika afferma: “Rupa è ciò che si manifesta assumendo una differenza di colore, ciò che esprime lo stato una volta penetrato nel cuore.” (vannavikāram āpajjamānam rūpayati hadayangatabhāvam pakāsetī' ti rūpam).
Rupa è la dimora, il campo o la sfera di colore (vannayatana). E’ la personificazione del colore.
Secondo l’Abhidhamma rupa nasce da quattro fonti: kamma, mente (citta), fenomeni temporali (utu) e nutrimento (ahara).
62. Sadda, suono, sorge dalla frizione di elementi di estensione (pathavi dhatu). Vi sono quattro elementi materiali (bhuta rupa): elemento di estensione (pathavi), elemento di coesione (apo), elemento di calore (teso) e elemento di moto (vayo). Questi sono gli insiemi fondamentali della materia. Sono sempre interdipendenti e relazionati fra loro. Un elemento può prevalere sugli altri, come ad esempio, l’elemento di estensione prevale sulla terra, l’elemento di coesione nell’acqua, l’elemento di calore nel fuoco e l’elemento di moto nell’aria. Quando un elemento di estensione si scontra con un elemento simile nasce il suono. Esso nasce sia dalla mente (citta) sia da fenomeni temporali (utu).
I suoni sono articolati (vykata) e inarticolati (avyakata).
63. Gandha, odore, deriva da gandh, esprimere (sucane). Nasce da tutte e quattro le fonti.
64. Rasa, gusto, è diffuso in tutti gli elementi. Solo la sapidità presente in essi è considerata come rasa.
65. Phottabbarammana, oggetto tangibile. Non è un semplice contatto. Tranne l’elemento di coesione tutti i restanti tre elementi sono considerati come tangibili, in quanto il primo non può essere sentito dal corpo.
Quando questi tre elementi, che formano un oggetto tangibile, si scontrano con la superficie sensibile del corpo sorge il piacere o il dolore secondo la desiderabilità o indesiderabilità dell’oggetto. Nel caso di altri oggetti vi è solo upekkha, sensazione neutra.
66. Dhammarammana include tutti gli oggetti della coscienza. Dhamma abbraccia i fenomeeni fisici e mentali.
67. Le superfici sensibili di tutte e cinque gli organi sono conosciuti come pasada. Nel caso dell’occhio, dell’orecchio, del naso, della lingua le superfici sensibili sono localizzate in zone particolari, mentre la superficie sensibile del corpo pervade l’intero sistema.
Vi sono 5 tipi di pasada rupa che corrispondono ai cinque organi di senso.
68. Sukhuma rupa:
Dei 28 tipi di rupa 16 sono classificati come sukhuma (sottile) e 12 come odarika (grossolano).
Gli oggetti fisici (i) della vista, (ii) dell’udito, (iii) dell’odorato, (iv) del gusto e del tatto (che include l’elemento di (v) estensione, (vi) calore, (vii) e moto) e i cinque pasada rupa appartengono allo stesso gruppo. I restanti 16, che saranno descritti nel capitolo su rupa, appartengono al gruppo sottile. Sono detti sottili se non vi è collisione sulla loro parte.
69. Vale a dire: tutti gli 89 tipi di coscienza. A volte sono trattati collettivamente come oggetto e come possessori dell’identica caratteristica della consapevolezza.
70. Vale a dire: le 52 proprietà mentali.
71. Questo è un oggetto ultramondano percepito dagli 8 tipi di coscienza Ultramondana.
72. Paññati è ciò che si rende manifesto. E’ duplice, nama paññati e attha paññati. La prima indica un nome o un termine come sedia, tavolo, ecc., la seconda intende l’oggetto o l’idea espressa.
73. Cos’è il tempo? In poche parole, è un semplice concetto che non esiste in un senso assoluto. D’altra parte lo spazio è materiale, il tempo è mentale. Convenzionalmente parliamo di passato (atita), presente (paccuppanna) e futuro (amagata).
Il passato viene definito come ciò che è andato al di là del proprio stato o momenti di genesi, di sviluppo e cessazione (attano sabhāvam uppādādikkhanam vā atītā atikkantā atītā).
Il presente è ciò che a causa di questa o quella ragione entra, va, esiste oltre i momenti di genesi, ecc. (tam tam kāranam paticca uppādādikkhanam uddham pannā, gatā, pavattā = paccuppannā).
Il futuro è ciò che non è stato ancora raggiunto da entrambi gli stati. (tadubhayam' pi na āgatā sampattā).
Secondo l’Abhidhamma ogni coscienza consta di tre fasi: (uppada) genesi, (thiti) sviluppo e bhanga (dissoluzione o cessazione). Secondo alcuni studiosi non esiste nessuna fase intermedia ma soltanto le fasi del nascere e del morire.
Ogni momento di pensiero è seguito da un altro. Il tempo è quindi il sine qua non della successione di stati mentali. L’insieme fondamentale del tempo è la durata di un momento di pensiero. Gli studiosi paragonano la rapidità di questi fuggevoli momenti di pensiero alla breve durata di un flash di luce dove vi sono miliardi di momenti di pensiero.
Il Passato è passato, il Futuro è ancora da venire. Noi viviamo soltanto per un momento di pensiero che entra in un passato irrevocabile. In un certo senso vi è soltanto un eterno ORA. In altre parole il cosiddetto presente è lo stadio transitorio dal futuro al passato.
Il Dizionario di Filosofia definisce il tempo: “Il mezzo generale in cui tutti gli eventi si susseguono o sorgono per accadere in successione.”
L’Atthalini afferma che il tempo è un concetto derivato da questo o da quel fenomeno. Quindi nella realtà non esiste; è semplicemente un concetto. (Tam tam upādāya paññatto kālo nāma. So pan' esa sabhāvato avaijjamānattā paññatti-mattako eva).
74. Tutti gli oggetti dei sensi appartengono al presente.
75. Di conseguenza – yatharaham, cioè rispetto alla sfera sensuale Javana, il Sommo Intelletto (abhiñña) e altri Javana Sublimi.
I 6 tipi di oggetto della sfera sensuale Javana, eccetto la coscienza “sorridente”, fanno parte del presente, del passato e del futuro e indipendente dal tempo.
Gli oggetti della coscienza “sorridente” fanno parte del presente, del passato e del futuro.
Gli oggetti dei Javana, per mezzo dei quali si sviluppano il Sommo Intelletto, l’Occhio Divino e l’Orecchio Divino, fanno parte del presente, del passato e del futuro, e sono indipendenti dal tempo.
Gli oggetti dei Javana sublimi possono essere senza tempo e del passato.
Poiché il Nibbana è eterno, non appartiene al passato, al presente e al futuro. E’ senza tempo. Perciò è paññati, indipendente dal tempo.
76. Questo è un difficile passo che bisogna di una spiegazione.
Quando una persona sta per morire, a volte si ricorda di una buona o di una cattiva azione che ha commesso durante la sua vita. La coscienza morale o immorale, sperimentata in quel momento particolare, sorge adesso come una nuova coscienza.
Tecnicamente è conosciuta come “kamma”.
Essendo un pensiero, è un dhammarammana percepito attraverso la porta della mente, ed è passato.
L’oggetto delle classi di coscienza patisandhi, bhavanga e cuti della successiva esistenza è dhammarammana.
A volte può essere un segno o un simbolo associato alla buona o alla cattiva azione. Può essere uno dei cinque oggetti fisici percepiti attraverso una delle sei porte, come un oggetto presente o passato.
Supponiamo, ad esempio, che si ascolti il Dhamma in punto di morte. In questo caso la presente parola udibile percepita attraverso l’orecchio diventa l’oggetto.
Quindi segue l’oggetto delle tre classi di coscienza, prima menzionate, della vita successiva diventando kamma-nimitta.
Ed ancora, supponiamo che un medico morente veda attraverso il suo occhio mentale i pazienti che ha curato. In questo caso è ruparammana passato percepito attraverso la porta della mente.
O ancora, supponiamo che un macellaio ascolti i lamenti degli animali che ha ucciso. L’oggetto udibile passato viene presentato alla persona attraverso la porta della mente.
Kamma-nimitta può essere, quindi, passato o presente, percepito attraverso una delle sei porte. In alcuni casi qualche segno del luogo in cui si rinascerà come fuoco, carne, dimore celesti, ecc., può apparire alla persona morente. Questo è considerato come oggetto presente percepito attraverso la porta della mente.
Gati-nimitta è, quindi, un oggetto visuale, presente in un punto del tempo e viene percepito attraverso la porta della mente.
Bisogna notare che i momenti di pensiero patisandhi, bhavanga e cuti della sfera sensuale hanno come oggetto un kamma, un kamma-nimitta o un gati-nimitta, percepito attraverso una delle sei porte, nell’esistenza immediatamente precedente.
Nel caso di tutti i rupacavara patisandhi ecc., l’oggetto è sempre un kamma-nimitta passato, il quale è un concetto (paññati) come un simbolo kasina, percepito attraverso la porta della mente.
L’oggetto del primo e del terzo arupa patisandhi ecc. è anche un concetto passato (paññati) come “ananto akaso” – “infinito è lo spazio” nel caso del primo, e il concetto “natthi kiñci” – “vi è il vuoto” nel caso del terzo. Questi due concetti sono considerati come kamma-nimitta percepiti attraverso la porta della mente.
L’oggetto del secondo e del quarto arupa jhana patisandhi ecc. è un oggetto mentale passato che serve come il kamma-nimitta percepito attraverso la porta della mente.
Come è stato spiegato nel primo capitolo la seconda coscienza arupa si sviluppa prendendo come oggetto la prima coscienza arupa, e la quarta con la terza come oggetto.
77. Il termine “yebhuyyena” (di solito) viene usato per indicare la rinascita di chi nasce nel piano asañña dove non esiste coscienza. Il commentario afferma che con il potere del Kamma un oggetto come un kamma-nimitta si presenta alla coscienza patisandhi.
78. Nel Buddhismo un comune mondano è chiamato un puthujjana (letteralmente, colui che nasce continuamente). Coloro che hanno raggiunto i primi tre stadi della Santità sono chiamati sekha (lett. Coloro che praticano). Coloro che hanno raggiunto lo stadio Finale della Santità (condizione di Arahat) sono chiamati asekha, coloro che non praticano più.
I sekha non possono comprendere la coscienza del Sentiero e del Frutto di un Arahat perché non hanno raggiunto uno stadio superiore, mentre possono comprendere pensieri terreni di un Arahat.
Allo stesso modo i mondani non possono comprendere la coscienza ultraterrena dei Sekha.
79. Abhiñña sono i cinque tipi della Suprema Conoscenza. Essi sono: l’Occhio Divino (dibbacakkhu), l’Orecchio Divino (dibbasota), il Ricordo di nascite precedenti (pubbenivasanussati), Leggere nelle mente degli altri (paracittavijanana) e i Poteri Psichici (iddhividha ñana). Per sviluppate tali cinque abhiñña si deve possedere il quinto Jhana. Neanche con questa Sublime coscienza un mondano o un Sekha riesce a comprendere la coscienza del Sentiero e del Frutto di un Arahat.
Soltanto un Arahat può comprendere la coscienza del Sentiero e del Frutto di un Arahat.
Una dettagliata spiegazione di abhiñña sarà esposta in un successivo capitolo.
80. Queste due classi di coscienza sono sperimentate solo dagli Arahat.
81. Questa è manodvaravajjana che sorge prima di ogni processo Javana. Quindi non vi è nulla che vada oltre lo scopo di tale coscienza.
82. Cioè: oggetti della sfera Sensuale, oggetti Sublimi, oggetti Ultramondani e concetti (paññati).
83. L’oggetto della seconda coscienza arupa è la prima coscienza arupa, mentre quello della quarta è la terza coscienza.
84. vale a dire: l’oggetto della prima coscienza arupa è il concetto “ananto akaso” – “lo spazio infinito”, della terza è il concetto “natthi kiñci” – “vi è il nulla”.
Tutti i rupa jhana hanno concetti come i kasina come loro oggetti.
85. Cioè: 23 Risultanti della sfera Sensuale + 1 coscienza della porta dei sensi + 1 coscienza sorridente = 25.
86. Paritta, deriva da pari + radice da, rompere, ridurre, mezzi inferiori o minori. Riferito agli oggetti della sfera Sensuale.
87. Cioè: la seconda e quarta della coscienza Morale, Risultante e Funzionale arupa (viññanañcayatana e n’eva sañña n’asaññayatana).
88. Cioè: 16 rupa jhana ed il primo e terzo jhana Morale, Risultante e Funzionale arupa (akasanañcayatana e akiñcaññayatana); 15 + 6 = 21.
89. Qui Vohara è riferito ai concetti come i kasina.
90. Cioè: 12 Immorali e 8 Morali e Funzionali della sfera Sensuale, non associati alla conoscenza.
91. Vi sono i 4 Morali della sfera Sensuale associati alla conoscenza e i 5 Morali rupa jhana (abhiñña kusala citta).
92. Essi sono i 4 Funzionali della sfera Sensuale, i 5 Funzionali rupa jhana e la porta mentale comprensiva. (manodvaravajjana).