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Testi del Canone Pāli

Il Canone Pāli, ovvero l’insieme delle opere che racchiudono l’insegnamento del Buddha, fu redatto tra il II e il III concilio buddhista tenuti rispettivamente a Vesali nel 340 a.C. e a Pataliputta nel 247 o 246 a.C. Viene tradizionalmente suddiviso in tre canestri (pitaka) in base al contenuto dei testi:

I) Vinayapitaka, il canestro della Disciplina – costituisce il supporto alla vita monastica del Sangha; è stato redatto in pali nel I secolo a. C. e c’è pervenuto nella sua interezza in lingua originale; degli altri possediamo solo alcune parti o antiche traduzioni in tibetano o cinese. Il Vinaya Pitaka non è solo un semplice elenco di regole, ma include anche le storie che hanno dato origine a ciascuna di queste regole, fornendo dettagli su come il Buddha abbia risolto i problemi che apparivano all’interno del Sangha che stava diventando sempre più ampio e diversificato. Viene diviso in tre parti: Suttavibhanga, Khandhaka e Purivara.

II)  Suttapitaka, il canestro dei Discorsi, contiene una grande varietà di opere che differiscono notevolmente sia per stile letterario sia per contenuto. Esso è diviso in cinque “raccolte” o “gruppi” (nikaya) di testi:

1. Digha Nikaya – Raccolta dei discorsi lunghi – E’ la prima delle cinque raccolte e contiene 34 discorsi suddivisi in tre gruppi (vagga): Silakkandhavagga [sutta 1-13], Mahavagga [sutta 14-23], Pathikavagga [sutta 24-34]. Questi sutta rivelano la gentilezza, la compassione, il potere e la penetrante saggezza del Buddha. Si trovano insegnamenti sulla presenza mentale (Mahāsatipaṭṭhāna Sutta); sulla morale, sulla concentrazione e sulla saggezza (Subha Sutta); sull’origine interdipendente (Mahā-nidāna Sutta); sulle radici e sulle cause di idee e teorie errate (Brahmajāla Sutta); e una lunga descrizione degli ultimi giorni del Buddha (Mahāpari-nibbāna Sutta). Il Digha Nikaya è stato tradotto in italiano da A.M. Pizzagalli (Discorsi di Gotama Buddha, Dighanikaya, Torino, 1942) e da E. Frola (Canone Buddhista, Discorsi lunghi, Torino 1967, ristampa 1986);

2. Majjhima Nikaya – Raccolta dei discorsi medi – è la seconda delle cinque raccolte della Suttapitaka ed è costituita da 152 discorsi del Buddha e dei suoi principali discepoli, che insieme costituiscono un corpo completo di insegnamento riguardante tutti gli aspetti degli insegnamenti buddhisti. L’unica versione italiana finora esistente è quella di K.E. Neumann e G. De Lorenzo (I discorsi di Gotamo Buddho, 3 voll., Bari 1916,1925,1927, ristampa 1969);

3. Samyutta Nikaya – Raccolta dei discorsi riuniti – comprende 2,889 sutta raggruppati in cinque sezioni (vagga): Sagathavagga [samyutta 1-11], Nidanavagga [samyutta 12-21], Khandavagga [samyutta 22-34], Salayatanavagga [samyutta 35-44], Mahavagga [samyutta 45-56]. Ogni vagga è diviso ancora in samyutta, ciascuno dei quali comprende un gruppo di sutta su degli argomenti correlati. La suddivisione dei discorsi in gruppi fu compiuta tenendo presente la dottrina, le vicende dei deva, uomini e asura e la storia di monaci, asceti, ecc. E’ stato tradotto in italiano da V. Talamo (Roma 1998);

4. Anguttara Nikaya– Raccolta dei discorsi in progressione – conta almeno 2308 discorsi raggruppati in 11 sezioni (nipata), chiamate rispettivamente “libro degli uno (ekanipata)”, “libro dei due (dukanipata)” fino al “libro degli undici (ekadasanipata)”.Questo schema numerico, in un’epoca in cui la scrittura era ancora agli albori, si è rivelato il modo più efficace per far comprendere ai discepoli la struttura di un insegnamento;

5. Khuddaka Nikaya – Raccolta dei testi brevi – la collezione racchiude alcuni fra i testi più antichi dell’intero canone buddhista, come il Sutta Nipata, che, molto probabilmente è l’opera più antica dell’intero Canone Pāli. La tradizione birmana vi comprende anche opere extracanoniche come il Suttasangaha, il Nettippakarana, il Petakopadesa e il Milindapanha. Secondo la tradizione cingalese il Khuddaka Nikaya comprende 15 testi raggruppati nel seguente ordine:

1) Khuddakapatha – Lezioni brevi
2) Dhammapada – Versi della Legge
3) Udana – Versi ispirati
4) Itivuttaka – Così è stato detto
5) Suttanipata – Raccolta dei discorsi
6) Vimanavatthu – Palazzi divini
7) Petavatthu – Storie di spiriti famelici
8) Theraghatha – Canti dei monaci
9) Therighata – Canti delle monache
10) Jataka – Le nascite
11) Niddesa – Indice
12) Patisambhidavamsa – Sentiero della completa discriminazione
13) Apadana – Gesta
14) Buddhavamsa – Stirpe del Buddha
15) Cariyapitaka – Cesta della condotta
· Milindapañha – Le domande del re Milinda
(solo nell’edizione Birmana del Tipitaka)

III) Abhidhammapitaka, il canestro della Legge – costituisce il terzo canestro, pitaka, del Canone Pāli. Il suo contenuto comprende l’analisi, straordinariamente dettagliata, dei principi che governano i processi fisici e mentali. Secondo la tradizione, il Buddha espose l’Abhidhamma in uno dei mondi celesti a molte divinità nell’arco di tre mesi, durante i quali ritornava giornalmente per un breve lasso di tempo in questo mondo, per comunicare l’essenza di questi insegnamenti ad uno dei suoi discepoli più vicini, il Ven. Sariputta. Capiti e memorizzati questi insegnamenti, il Ven. Sariputta li raggruppò nella forma a noi pervenuta. L’Abhidhammapitaka comprende sette opere: Dhammasangani, Vibhanga, Dhatukatha, Puggalapannati, Kathavatthu, Yamaka, Patthana.