Snp 4.4: Suddhatthaka Sutta - Puro

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Thanissaro Bhikkhu.
PTS: Sn 788-795
Copyright © 1994 Thanissaro Bhikkhu.
Access to Insight edition © 1994
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne che a fini di lucro.

"Io vedo ciò che è puro, supremo,
esente da malattia.
In base
a ciò che si vede
nasce la purezza di una persona .

Comprendendo così,
avendo conosciuto il "supremo",
e contemplando
la purezza,
si ritorna a questa conoscenza.
Se è in base
a ciò che si vede
che nasce la purezza di una persona,
o se la sofferenza è abbandonata
tramite la conoscenza,
allora una persona con i suoi veleni
è purificata
da altro, [se la purezza nasce con il vedere o il conoscere qualcosa, allora si è puri in questo senso e possedere allo stesso tempo i veleni che inquinano la mente (che non è la vera purezza).]
e la sua visione tradisce
ciò che afferma.

Nessuno bramano [nel senso buddhista: una persona nata in qualsiasi casta diventata un arahant.]
afferma che la purezza
nasce in rapporto
con altro.
Senza influssi impuri, in ciò che ha visto,
sentito, provato,
a precetti o rituali,
in ciò che è bene o in ciò che è male,
senza compiere
nulla in questo mondo,
ha abbandonato
ciò che lo teneva legato.

Abbandonando il precedente,
dipendono dal prossimo. [lasciano un maestro o un insegnamento per seguirne un altro. Riferita anche alla mente che continuamente si attacca a nuovi desideri e pensieri.]
Non essendo presenti mentalmente,
non superano l'attaccamento.
Afferrano e lasciano
-- come una scimmia lascia un ramo
per afferrarne un altro --
chi inizia a compiere pratiche religiose,
intraprende diverse cose,
nobili e grossolane.
Ma appena conosce chiaramente
attraverso i Veda, [qui si dà alla parola veda un senso buddista. Secondo il Commento, in questo contesto, significa la conoscenza che accompagna i quattro sentieri trascendenti: il sentiero dell'entrata nella corrente, del ritornare una volta, del non ritornare e dello stato di arahant.]
dopo aver appreso il Dhamma,
dispone di profonda conoscenza
e non intraprende diverse cose,
nobili e grossolane.

Non ha nemici [gli eserciti di Mara - ogni cattiva qualità mentale]
riguardo a ciò che è
visto, sentito e provato.
Perciò come
potrebbe essere
ingannato
in questo mondo?
-- colui che ha visto in questo modo,
e procede
puro. [con una mente priva di influssi impuri]

Essi non scongiurano né si lamentano,
non proclamano " l'estrema purezza."
Avendo sciolto il nodo dell'attaccamento,
nulla bramano
nel mondo.

Il bramano
superato i confini [le dieci catene (samyojana,) e le sette tendenze latenti (anusaya)]
non ha niente a cui
--dopo averlo conosciuto o visto--
attaccarsi.
Senza passione per la passione,
non desideroso per il desiderio,[gli stati di jhana che conducono alla perdita di passione per la sensualità]
non ha nulla in quella dimensione
a cui aggrapparsi come supremo.