Snp 3.1: Pabbaja Sutta - La vita santa

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Thanissaro Bhikkhu.
PTS:Sn 405-424
Copyright © 1997 Thanissaro Bhikkhu.
Access to Insight edition © 1997
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne che a fini di lucro.

Vado a descrivere la vita santa,
come, il Veggente, ha intrapreso la vita santa,
come ha esaminato e scelto la vita santa.
"La vita di famiglia è ingombra,
è un polverume,
mentre la vita santa
è l’aria aperta."
Così vedendo, egli scelse la vita santa.

Nell’intraprendere la vita santa,
ha evitato le azioni corporali malsane.
Abbandonando la cattiva condotta verbale,
ha purificato i suoi mezzi di sussistenza.
Quindi, il Buddha, si recò Rajagaha,
la fortezza di montagna dei Magadha,
e andò in cerca di elemosina,
dotato delle migliori qualità.
Il re Bimbisara, dal suo palazzo, lo vide,
e nel vederlo, perfetto nelle sue doti,
esclamò: "Guardatelo, miei signori.
Com’è bello, imponente, puro!
Com’è perfetto nel contegno!
Mentalmente presente, gli occhi bassi,
lo sguardo non più lontano della lunghezza di un aratro,
come colui non di basso lignaggio:
Mandate un messaggero reale
per sapere dove si reca questo monaco."

I messaggeri inviati dal re
lo seguirono.
"Dove va questo monaco?
Dov’è la sua dimora?"
Mentre andava di casa in casa —
ben controllato, le porte dei suoi sensi protette,
consapevole, vigile —
la sua scodella si riempì velocemente.
Quindi il saggio, dopo aver concluso il suo giro d’elemosine,
lasciò la città, e si diresse verso il Monte Pandava.
"Là sarà la sua dimora."
Nel vederlo partire verso il luogo della sua dimora,
tre messaggeri si sedettero,
mentre uno ritornò dal re per riferire.
"Quel monaco, maestà,
sul fianco del monte Pandava,
siede come una tigre, un toro,
un leone di montagna."

Ascoltando le parole del messaggero,
il nobile re guerriero
partì con il carro reale,
verso il Monte Pandava.
Dopo essere arrivato col carro fin dove era possibile,
scese e proseguì a piedi,
e lì giunto si sedette.
Lì seduto,
dopo aver scambiato cortesi saluti,
disse:
"Siete giovane,
nel pieno della giovinezza,
con la statura e l’aspetto
di un nobile guerriero.
Appariresti maestoso
a capo di un esercito,
schierato con un nugolo di elefanti.
Vi offro ricchezza: approfittatene.
Vi chiedo della vostra nascita: informatemi."

"Guardando dritto davanti a voi, maestà,
ai piedi dei monti Himalaya,
vi è una regione piena di
forza e ricchezza,
abitata dai Kosala:
da un clan solare
di nascita sono un Sakya.
Ho lasciato questa stirpe per intraprendere la vita santa,
non in cerca dei piaceri dei sensi,
bensì vedendo dei pericoli nei piaceri dei sensi
— e la pace nella rinuncia —
proseguo nello sforzo.
È là che si compiace il mio cuore."