SAMYUTTA NIKAYA 7.17
Navakammika Sutta
Il capomastro
Traduzione in Inglese dalla versione Pâli
di
Thanissaro Bhikkhu
PTS: S i 179 / CDB i 274
Copyright © 1999 Thanissaro Bhikkhu.
Access to Insight edition © 1999
fonte: www.accesstoinsight.org
Tradotto in italiano da Enzo Alfano
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne
che a fini di lucro
Una volta il Benedetto soggiornava fra i Kosala in un boschetto
folto di alberi. In quel tempo il bramano Navakammika Bharadvaja stava facendo
eseguire del lavoro in quel boschetto folto di alberi. Vide il Benedetto seduto
ai piedi un albero di sala - a gambe incrociate, il corpo eretto e con piena
presenza mentale. Vedendolo pensò: "Eccomi, che mi diletto far
eseguire questo lavoro in questo boschetto folto di alberi. Ma come si delizia
questo asceta? "
Quindi andò dal Benedetto e appena giunto recitò questi versi
a memoria:
"Quali lavori da te sono fatti,
monaco nella foresta di sala?
Da solo nella foresta,
in cosa Gotama
trova delizia? "
[Il Buddha:]
Io non ho lavoro
da fare nella foresta.
La foresta delle passioni
ho tagliato
alla radice.
Sebbene nella foresta, io sono,
senza radici,
mi diletto da solo,
avendo eliminato ogni avversione.
A queste parole, il bramano Navakammika Bharadvaja disse al Benedetto: “Magnifico,
Maestro Gotama! Straordinario! Proprio come se si rivoltasse ciò che
era capovolto, rivelare ciò che era nascosto, mostrare la via a chi
si era smarrito, o recare una luce nell’oscurità in modo che
chi ha occhi possa vedere le forme, allo stesso modo il Maestro Gotama —
con vari metodi — ha reso chiaro il Dhamma. Io prendo rifugio nel Maestro
Gotama, nel Dhamma e nella comunità dei monaci. Possa il maestro Gotama
accettarmi come seguace laico che ha preso in lui rifugio, da questo giorno
e per tutta la vita. “