SN 5.4: Vijaya Sutta - Sorella Vijaya

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Thanissaro Bhikkhu.
PTS: S i 130 / CDB i 224
Copyright © 1998 Thanissaro Bhikkhu.
Access to Insight edition © 1998
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne che a fini di lucro.

A Savatthi. Di mattina presto, Vijaya la monaca prese mantello e scodella e andò a Savatthi per elemosine. Al ritorno e dopo aver consumato il suo pasto andò al Boschetto del Nascondiglio a passare il giorno. Quindi si sedette ai piedi di un albero.
Quindi Mara il maligno, volendo risvegliare paura, orrore e terrore in lei, volendo far precipitare la sua concentrazione, si avvicinò e le indirizzò questi versi:

Tu, una bella ragazza.
Io, un giovane.
Vieni, mia signora,
godiamoci
questa bella musica.

Vijaya la monaca si chiese: "Chi ha recitato a memoria questi versi - un essere umano o sovrumano? Questo è Mara il Maligno che ha recitato a memoria questi versi, vuole risvegliare paura, orrore e terrore in me, volendo che far precipitare la mia concentrazione."
Avendo capito che "Questo è Mara il Maligno", rispose a lui in versi:

Belle viste, suoni
odorati, gusti
e sensazioni tattili
Io ti lascio
Mara.
io
non ho bisogno
di loro.
Io sono disgustata, vergognata
di questo corpo putrido -
disintegrato, dissolto.
La brama non ha più ragione di esistere.
Così le nuove rinascite
sia con forma sia senza forma
sono completamente distrutte.

Quindi Mara il Maligno - triste e abbattuto, constatando:"Kisa Gotami la monaca mi conosce" - scomparve.