SN 42.3: Yodhajiva Sutta - A Yodhajiva (Il Guerriero)

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Thanissaro Bhikkhu.
PTS: S iv 308/ CDB ii 1334
Copyright © 1998 Thanissaro Bhikkhu.
Access to Insight edition © 1998
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
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Yodhajiva, il capo dei guerrieri, andò dal Benedetto e, appena giunto, lo salutò con riverenza e si sedette ad un lato. Quindi gli disse: "Signore, ho sentito dire che: 'Quando un guerriero è prode e coraggioso in battaglia, se altri lo colpiscono e lui li uccide o viene ucciso, con la dissoluzione del corpo, dopo la morte rinascerà nel regno dei deva periti in battaglia.' Che cosa ne dice il Benedetto?"

"Non lo chiedere a me."

Una seconda volta... Una terza volta, Yodhajiva ripeté la domanda.

"Non lo chiedere a me.' - rispose il Benedetto - Comunque ti risponderò ugualmente. Quando un guerriero è prode e coraggioso in battaglia, la sua mente già è impostata e indirizzata male dal pensiero: 'Questi esseri devono essere uccisi e distrutti. Essi non devono esistere.' Con la dissoluzione del corpo, dopo la morte rinascerà nell'inferno chiamato il reame di coloro uccisi in battaglia. Se crede all'idea, prima riferita, allora: 'Ci sono due destinazioni per una persona con una falsa teoria: inferno o utero animale."

Dette queste parole, Yodhajiva scoppiò in lacrime.
(Il Benedetto disse:) “Ti avevo avvertito di non farmi questa domanda.”

"Io non sto piangendo, signore, per le parole del Benedetto, ma semplicemente perché sono stato ingannato, da coloro che dissero: 'Quando un guerriero si sforza si esercita in battaglia, se altri lo colpiscono e lui li uccide o viene ucciso con la dissoluzione del corpo, dopo la morte rinascerà nel regno dei deva uccisi in battaglia.'

"Magnifico, signore! Magnifico! Tutto mi è chiaro. Prendo rifugio nel Benedetto, nel Dhamma e nella Comunità dei monaci. Il Benedetto possa ricordarmi come un seguace laico da questo giorno e per sempre."