SAMYUTTA NIKAYA 41.3
Isidatta Sutta - Isidatta
Traduzione in Inglese dalla versione Pâli
di
Thanissaro Bhikkhu
PTS: S iv 285/ CDB ii 1316
Copyright © 1998 Thanissaro Bhikkhu.
Access to Insight edition © 1998
fonte: www.accesstoinsight.org
Tradotto in italiano da Enzo Alfano
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne
che a fini di lucro
Una volta un gran numero di monaci anziani vivevano presso Macchikasanda
nel Boschetto del Mango Selvatico. Allora Citta, il capofamiglia, si recò
da loro e, appena giunto, li salutò con rispetto e poi si sedette ad
un lato. Quindi disse : "Signori venerabili accettate da me il pasto
di domani."
I monaci anziani acconsentirono in silenzio. Poi Citta, il capofamiglia, si
alzò dal suo posto e, dopo averli salutati con rispetto, andò
via.
All'alba, i monaci presero i loro mantelli e le loro ciotole e si recarono
alla casa di Citta. Là si sedettero ai posti assegnati. Citta, il capofamiglia,
dopo averli salutati con un inchino, si sedette ad un lato. Quindi, chiese
al monaco più anziano:
"Signore venerabile, riguardo alle varie teorie che sorgono nel mondo
- 'Il cosmo è eterno' o 'Il cosmo non è eterno'; 'Il cosmo è
limitato' o 'Il cosmo è infinito'; 'L'anima ed il corpo sono la stessa
cosa.' o 'L'anima è una cosa e il corpo un'altra.'; 'Un Tathagata esiste
dopo la morte' o 'Un Tathagata non esiste dopo la morte' o 'Un Tathagata esiste
e non esiste dopo la morte' o 'Un Tathagata né esiste né non
esiste dopo la morte'; questi insieme alle sessantadue teorie menzionate nel
Brahmajala - ciò che è presente sorge, e ciò che è
assente non sorge? "
Dette queste parole, il monaco anziano restò silenzioso. Una seconda
volta... Una terza volta....... Il monaco anziano restava in silenzio.
Quindi il Ven. Isidatta, il più giovane di tutti i monaci di quella
Comunità, disse al monaco anziano: "Posso, signore venerabile,
rispondere alla domanda di Citta?”
"Puoi farlo, amico Isidatta."
"Ora, capofamiglia, hai chiesto: 'Riguardo alle varie teorie che sorgono
nel mondo... .....?
"Sì, signore venerabile."
"Riguardo alle varie teorie che sorgono nel mondo, capofamiglia... quando
la teoria dell'identità del sé è presente, queste teorie
sorgono; quando la teoria dell'identità del sé è assente,
allora non sorgono."
"Ma, signore venerabile, come sorge la teoria dell'identità del
sé? "
Quando, capofamiglia, una persona comune non istruita – senza rispetto
per i nobili, non disciplinato nel loro Dhamma; senza rispetto per i saggi,
non disciplinato nel loro Dhamma - crede la forma sia il sé, o il sé
posseduto dalla forma, o la forma nel sé, o il sé nella forma.
Crede che la sensazione sia il sé........., . Crede che la percezione
sia il sé, ......... . Crede che le formazioni mentali siano il sé......
. Crede che la coscienza sia il sé...... . In questo modo sorge la
teoria dell'identità del sé."
"E, signore venerabile, come la teoria dell'identità del sé
non sorge? "
Quando, capofamiglia, un discepolo istruito dai nobili – pieno di rispetto
per i nobili, disciplinato nel loro Dhamma; pieno di rispetto peri saggi ,
disciplinato nel loro Dhamma - non crede che la forma sia il sé, .....
Non crede che le sensazioni siano il sé... Non crede che la percezione
sia il sé... Non crede che le formazioni mentali siano il sé...
Non crede che la coscienza sia il sé, .... In questo modo non sorge
la teoria dell'identità del sé."
"Signore venerabile, da dove viene il Maestro Isidatta? "
"Io vengo dall'Avanti, capofamiglia."
Conosco, signore venerabile, un membro di un clan dell'Avanti chiamato Isidatta,
un mio amico. L'ha mai visto?"
"Sì, capofamiglia."
"Dove vive, signore venerabile? "
Il Ven. Isidatta restò in silenzio.
"Sei tu, Isidatta? "
"Sì, capofamiglia."
"Possa il Maestro Isidatta deliziarsi nelle mie proprietà a Macchikasanda.
Gli offrirò vestiti, cibo e medicine."
"Ciò è ammirabile, capofamiglia."
Quindi Citta, il capofamiglia - essendosi allietato con le parole del Ven.
Isidatta - servì il pranzo personalmente con cibi scelti . Dopo il
pranzo i monaci anziani si alzarono dai loro posti ed andarono via.
Poi il monaco più anziano disse al Ven. Isidatta: "Amico Isidatta,
hai risposto alle domande in maniera eccellente."
Poi il Ven. Isidatta – dopo aver riavvolto la stuoia e aver preso ciotola
e mantello - lasciò Macchikasanda. E nel lasciare Macchikasanda, pensò
di non farvi più ritorno.