SAMYUTTA NIKAYA 40.9

Animitto Sutta - Senza segni

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Maurice O'Connell Walshe.
PTS: S iv 268/ CDB ii 1308
Fonte: Samyutta Nikaya: An Anthology (WH 318-321), by M. O'C. Walshe (Kandy: Buddhist Publication Society, 1985).
Copyright 1985 Buddhist Publication Society.
Access to Insight edition © 2007
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
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Il Ven. Moggallana descrive come, con l'aiuto del Buddha, sia penetrato in tutti i jhana [Ci sono quattro jhana "inferiori" ("assorbimenti mentali") associati con il Mondo della Forma (rupaloka), e quattro "superiori" associati con il Mondo del Senza Forma (arupaloka)] giungendo nella "dimensione della nè-percezione-nè-non-percezione."

"Allora, amici: 'La concentrazione senza segni della mente, la concentrazione senza segni della mente , si dice — ma cos'è?'
"Allora: ' In questo caso un monaco, prestando attenzione ad ogni segno evidente, entra e dimora in quella concentrazione senza segni. Questa è chiamata: “La concentrazione mentale senza segni.”
"Quindi, amici, prestando attenzione ad ogni segno evidente, sono entrato e ho dimorato in quella concentrazione mentale senza segni. Ma, mentre dimoravo in tale stato, si svegliarono le impronte della coscienza (avidità, avversione ed ignoranza).
"Allora, amici, il Beato si avvicinò a me tramite i suoi poteri e mi disse: 'Moggallana, Moggallana, Bramano, non allentare la concentrazione senza segni, concentra la tua mente saldamente, concentra la tua mente sulla concentrazione senza segni!'
"Così, amici, non prestando attenzione ad ogni segno evidente, sono entrato e ho adimorato in quella concentrazione mentale senza segni.
"Ora, amici, se qualcuno dicesse: 'Attraverso la compassione del Maestro, il discepolo ha raggiunto la trascendente conoscenza (abhiñña), direbbe la verità."